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«Lazio in preda alle emergenze, una svolta o il ritorno alle urne»

Stefano Parisi, leader di energie per l’Italia è già candidato governatore del centrodestra nel Lazio. Il quadro politico nazionale, emerso dopo il voto politico del 4 marzo, potrebbe creare problemi al presidente della Regione?

«È evidente che la strategia di Zingaretti, candidandosi prima a segretario del Pd e poi stringendo un alleanza di fatto con il M5s, è stata spiazzata completamente dal quadro nazionale».

Quali ripercussioni ci potrebbero essere concretamente nell'amministrazione della Pisana?

«Oggi ci troviamo, dopo più di due mesi dalle elezioni, senza un bilancio, senza le commissioni e con le emergenze che ci sono, e che si sono nel frattempo molto aggravate: dall’Atac ai rifiuti, dalla sanità ai precari».

Anche il centrodestra ha le sue colpe, però, in questa situazione di stallo.

«Fermo restando che il centrodestra alla Pisana, fino a oggi, non ha dato grande prova di sé, rinnovo l’appello alla coalizione di tornare sui punti dell’amministrazione e a fare su questo opposizione a Zingaretti».

Le piace la prospettiva di un governo nazionale composto da Lega e 5 Stelle?

«Sono fortemente contrario al governo Lega-M5S. Noi conosciamo i Cinque stelle, da romani, e sappiamo cosa significa essere governati da loro. La Lega con questa alleanza snatura se stessa e il centrodestra».

Questa situazione come si può tradurre alla Pisana?

«Il governo nazionale Lega-M5S vede il Pd all’opposizione. Quindi sarebbe il caso di fare una riflessione in consiglio regionale».

Ossia?

«Pur considerando le distanze che separano i Cinque stelle da me, e credo anche da Forza Italia e Fdi, ora è possibile fare un fronte compatto contro Zingaretti e accelerare la fine di questa legislatura, che è iniziata abbastanza male».

Non potrebbero esserci alleanze diverse, alla Regione Lazio, rispetto a quelle del governo nazionale?

«In questi giorni il M5S ci ha preparato a qualsiasi soluzione. Ma che un governo Lega-Cinque Stelle nazionale non sia amico di Zingaretti è evidente, quindi quanto potrebbe durare una possibile alleanza? Anche perché i nodi vengono al pettine: sull’emergenza rifiuti, per esempio, o Zingaretti commissaria la Raggi o sarà commissariato dal prossimo governo».

Quale potrebbe essere, quindi, il punto di caduta?

«Si può trovare un punto comune: non approvare il bilancio o non consentire le politiche sulla sanità che questa giunta vuole mettere in campo, per farla cadere o  per metterla alle strette».

La strada maestra, secondo lei, è quella del ritorno alle urne?

«La strada è quella di condizionare Zingaretti. Il voto è stato viziato dalla divisione del centrodestra, e credo che questa Regione abbia bisogno di un governo molto diverso da quello attuale».

(Tratto da Il Messaggero, intervista di Fabio Rossi)

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