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Lazio, Parisi: “Zingaretti cambi programma o è meglio tornare al voto”

Altro che “rodaggio” come chiedono i grillini. Nicola Zingaretti, per salvare il suo mandato, “dovrebbe sconfessare se stesso". Stefano Parisi, ex candidato presidente e consigliere regionale di Energie per l’Italia, non ha altro consiglio da dare al governatore senza maggioranza se non quello di applicare il programma del centrodestra…

Che cosa le ha detto Nicola Zingaretti?

Mi ha illustrato l’agenda che intende sottoporre al Consiglio Regionale e che vuole condividere con le opposizioni. È carente dal punto di vista dei temi: nulla su sicurezza, immigrazione e lavoro mentre su sanità, rifiuti e infrastrutture presenta le stesse linee del programma del centrosinistra".

La sua risposta?

A meno che non ci sia una modifica di contenuti, oltre che dei punti dell’agenda, mi sembra complicato trovare dei momenti di governo comune. Noi non abbiamo a cuore il tirare a campare, quanto fare delle politiche molto decise.

Senza maggioranza che exit strategy può avere il governatore?

L’11 aprile presenterà queste linee guida e vedremo se avrà ascoltato le nostre osservazioni o meno. Poi valuteremo, perché sono temi tutti molto impegnativi: dal bilancio al testo unico sul commercio fino al piano di sviluppo territoriale. Difficile che si possa trovare un largo consenso su questo. In caso contrario occorrerà tornare al voto. Lui stesso ne è consapevole.

I cinque stelle invece chiedono il “rodaggio” della giunta Zingaretti.

È un linguaggio un po’ politichese. Che cos’è il “rodaggio”? Io vedo che ci sono dei problemi: la sanità non può essere rodata. Serve una svolta profonda, che non è solo quella che riguarda le liste d’attesa. Lo farà? La Roma-Latina è fondamentale. Avvierà questi lavori? Non è neanche nel suo documento. I rifiuti? Lui dice che è colpa della Raggi, la Raggi dice che è colpa di Zingaretti… In questo “rodaggio” dovremmo continuare a sentire il rimpallo di responsabilità o affrontiamo il problema dei rifiuti che ci costa 100 milioni l’anno di esportazione oltre che alimentare la malavita? La macchina amministrativa di Zingaretti ha già cinque anni. Non credo proprio che abbia bisogno di un rodaggio: lui ha confermato tutti suoi assessori, che deve rodare? Sappiamo già com’è.

Chiamiamola allora stampella a cinque stelle o inciucio…

Questo termine non lo uso perché non mi piace. Diciamo che c’è un evidente asse culturale tra Zingaretti, che risponde all’ala di sinistra del PD, e cinque stelle: le politiche ambientali, non fare le infrastrutture, non occuparsi del lavoro, pensare che tutto vada risolto con la spesa pubblica. Più che un inciucio mi sembra una palese convergenza di idee…

La soluzione è tornare al voto?

Direi di sì. Io sono prudente su queste cose perché non voglio fare l’esaltato e dire “torniamo al voto, torniamo al voto“. Se fa un accordo con i cinque stelle, se dopo il rodaggio cominciano addirittura a governare insieme, probabile che prosegua la legislatura. Probabilmente sono tutti in attesa di capire che cosa avverrà a livello nazionale. Cosa che a noi non importa perché io sono qui per difendere gli interessi dei cittadini del Lazio, non di un partito o di un altro. Per cui penso che le politiche proposte siano sbagliate. Punto. Il centrodestra oggi potrebbe stare al governo se non avesse iniziato la campagna elettorale troppo tardi e se domani si dovesse tornare al voto penso che il centrodestra vincerebbe tranquillamente. Ripeto, credo che sia importante governare bene che non tirare a campare per cinque anni.

Capitolo nazionale. Lo stallo è ancora peggiore di quello del Lazio. Centrodestra maggioranza, cinque stelle pure. Ma nessuno ha i numeri.

Il Centrodestra, che ha la maggioranza e gruppi parlamentari più consistenti, dovrebbe condividere cinque o sei punti programmatici essenziali e su questi lanciare un appello al parlamento per cercare di condividerli. Altrimenti inizierà l’ennesimo balletto tra forze politiche, questo teatrino da prima Repubblica. I partiti si sono già scordati che fino a un mese fa parlavano di tasse immigrazione sicurezza e spesa pubblica: bisogna tornare a quei contenuti se non si vuole che la prossima volta la gente non vada più a votare.

Si è aperto un processo di rinnovamento in Forza Italia, per quanto a causa di un trauma. Più o meno quello per cui era stato chiamato lei da Berlusconi…

Sì, è una cosa molto positiva. Quando parlavo con Berlusconi, a proposito di “rigenerazione”, erano questi suoi obiettivi, gli stessi che ora sta piano piano realizzando. Se Forza Italia avrà la capacità di rinnovarsi può diventare un punto di riferimento per tutti.

(Tratto da Il Tempo. Intervista di Antonio Rapisarda)

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