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Idee

Quell’armata brancaleone della sinistra che adesso spera in Pisapia

In questo scorcio di autunno gli aromi della vendemmia e del mosto nelle tenute vinicole della Volpe del Tavoliere si mescolano ad un meno inebriante olezzo di pellicceria. Un Pisapia che sbertuccia pubblicamente il 3% raccattato nei sondaggi dalle truppe cammellate dalemiane separatesi dal PD, non è un segnale rassicurante per la ex meglio gioventù comunista.

Del resto le avventure dei condottieri e dei sottopancia nelle lande alla sinistra di Renzi hanno rinnovato nell’agone politico i fasti delle tenzoni immortalate da Vittorio Gassman e Paolo Villaggio. Con la differenza che le grottesche battaglie nei film sul medioevo erano una finzione. Al contrario Brancaleone da Gallipoli, si illude di fare sul serio, aizzato dai media che gli concedono intere paginate e maratone televisive. Strabiliante quella negli studi della signora Berlinguer, figlia del padre politico di D’Alema, la quale peraltro è abituata a considerare la presenza in RAI come un diritto ereditario.

Ma nonostante gli sforzi erculei dei loro raccomandati nella TV di Stato e nei giornali, il rapporto consenso/interviste dei compagni di merende a base di pane e vendetta, tende inesorabilmente a zero. I poveri Bersani, Speranza, Rossi, Civati e compagnia blaterante hanno tardivamente capito che solo tornando umilmente all’ovile renziano possono coltivare una remota chance di evitare il destino di Bertinotti, soprattutto se dovesse passare il Rosatellum 2.0, la riforma elettorale cucinata per obliterare le ali estreme e tenere a bagnomaria i grillini.

Quindi tra uno sgambetto al PD sulla legge di bilancio e una fatwa contro il Jobs Act, sono costretti ad ingoiare il proprio orgoglio smisurato, cercando di aggrapparsi alla scialuppa della strana coppia Pisapia & Tabacci. Solo costoro, infatti, potrebbero onorevolmente riportarli da Renzi in nome dell’unità a sinistra (invocando il supremo bene dell’umanità e dei lavoratori), come del resto è già accaduto nelle recenti elezioni locali.

Per chi ama i remake della commedia all’italiana, l’Armata Brancaleone Rossa si esibirà di nuovo il 19 novembre, nell’ennesimo evento, pomposamente definito Assemblea, preparato per parlarsi addosso, come nell’aurea tradizione immortalata da Nanni Moretti. A rimpolpare lo striminzito pubblico dei militanti verranno inviati i soliti patetici plotoni di giornalisti e cameramen a cui i direttori avranno impartito un granitico divieto di sganasciarsi dalle risate.

 

 

 

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