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Semplificazione e Digitalizzazione

Italia Digitale: non è fantascienza

Quante volte dopo aver sbrigato una pratica burocratica, rinnovato un documento, terminato la dichiarazione dei redditi o incontrato il commercialista, ci siamo fermati a pensare: "Con tutta la tecnologia oggi a disposizione è possibile che non si riesca a rendere le cose più semplici?"
La risposta a questa domanda la troviamo non lontano da noi, in Europa, in una Nazione piccola geograficamente ma con un grande primato mondiale: l'Estonia, il Paese definito "il leader della rivoluzione digitale a livello globale", ma scopriamo insieme come ha guadagnato questo titolo.

Nel paese baltico si lavora sull' E-government da 15 anni, ed oggi, grazie alle politiche e alle innovazioni apportate alla macchina Statale e alla vita dei cittadini, si è raggiunto un risparmio di ben 2 punti percentuali sul Prodotto interno lordo (PIL).
Prima di iniziare questa grande rivoluzione, lo Stato ha fornito gratuitamente 2 giorni di formazione obbligatoria a tutti i cittadini, così da assicurare a tutti la conoscenza di base per utilizzare i nuovi strumenti.
Dopo questo fondamentale passaggio, adottando un mix di pubblico e privato ci si è concentrati nel portare avanti un piano di digitalizzazione che avesse al centro i bisogni del cittadino.
In questo modo i servizi resi disponibili e gli standard utilizzati hanno avviato una vera e propria rivoluzione, in cui i protagonisti sono sempre rimasti i cittadini e gli schieramenti Pubblico e Privato si sono adoperati per offrire su canali comuni servizi a 360°.
Tutto questo grazie alla tecnologia? Non solo, anzi solo in minima parte.
Il fondatore della società di consulenza Nortal, che ha seguito tutto il progetto di digitalizzazione estone, ha affermato che "L’80% del successo della nostra strategia dipende dai cambiamenti politici e manageriali. Solo il 20% è imputabile alla tecnologia".

 

Ma torniamo alla nostra amata Italia che, nonostante vari tentativi, risulta ancora inchiodata al palo per quanto riguarda offerta e adoption di servizi digitali. Come può tornarci utile la best practice di questa nazione europea?

Con il gruppo di lavoro per la Semplificazione e Digitalizzazione della PA abbiamo identificato i nodi principali per sbloccare la situazione e proprio i più importanti potrebbero essere sbrogliati imparando dall'esperienza estone:

  • Due nodi, che vanno di pari passo, sono legati alla necessità di poter aver accesso simultaneamente a tutte le informazioni dislocate nei vari enti e all'esigenza di fornire ad ogni cittadino un'identità digitale univoca, sicura e pratica.
    Abbiamo già analizzato e definito una razionalizzazione e un modello architetturale che può rapidamente collegare tutti i dati già oggi esistenti, ma adottare un documento unico come l'ID-Card estone potrebbe fungere da spinta trainante per le implementazioni tecnologiche necessarie e per fornire automaticamente un'identità digitale ad ogni cittadino.
    In prima battuta l'ID-Card italiana potrebbe contenere la carta d'identità e la tessera sanitaria già oggi presenti in forma digitale.
    Contestualmente al rilascio del nuovo documento, il cittadino avrà a disposizione l'accesso a tutto il mondo di servizi digitali già disponibili sui siti dei vari enti (INPS, Agenzia delle Entrate, ATS).
    Il riconoscimento sicuro avverrebbe attraverso un semplice lettore di smart card, in cui inserire l'ID-Card, e una combinazione di sicurezza che può passare attraverso PIN a più livelli (come presente in Estonia) o tramite un token (simile a quelli in uso per l'home banking).
    Da qui le evoluzioni sono molteplici, ad esempio le informazioni contenute nella Card potrebbero essere passate su Smartphone tramite app apposite e fornire un accesso aggiuntivo e sicuro anche da questo strumento.
  • Il terzo nodo cruciale individuato dalle analisi del gruppo, è quello della formazione.
    Innanzitutto sarà necessario prevedere dei centri di assistenza al cittadino per i quali possono essere coinvolti ad esempio i CAF, che già oggi svolgono alcuni servizi in tal senso.
    Per quanto riguarda nello specifico le ore di formazione, abbiamo associazioni ed enti (pubblici e privati) sparsi su tutto il territorio che si occupano di fornire ad esempio la formazione obbligatoria oggi prevista dalla normativa ISO. Un tavolo di lavoro con questa importante fetta della nostra struttura sociale può portare ad un risultato molto simile a quello Estone, con delle giornate di formazione gratuita e aperta a tutti i cittadini.

Per concludere, possiamo affermare con assoluta certezza che un'Italia Digitale non è fantascienza, è un progetto realizzabile e a portata di mano, basta solo volerlo.
L'impegno di Energie per l'Italia attraverso il lavoro di tutto il gruppo, formato da professionisti del settore, da cittadini interessati, va proprio in questa direzione e ci adopereremo per realizzare una rivoluzione di cui il nostro paese non può più fare a meno.

Approfondimenti: Sole 24 Ore

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