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Idee

Intervista a La Stampa/ “Servono persone della società e non espressione delle segreterie dei partiti”

Giuseppe Alberto Falci - La Stampa

Mentre dalla Capitale Angelino Alfano archivia l'esperienza dell'Ncd e lancia Alternativa popolare da Milano Stefano Parisi osserva e prepara la prima conferenza di Energie per l'Italia che si terrà a Roma il 1 aprile. «Non sarà un pesce di aprile», ironizza.

Parisi, e allora cosa sarà?
«Girando il Paese in questi mesi ho incontrato tantissime persone, amministratori, militanti, professionisti, lavoratori, che vogliono costruire un nuovo movimento politico. A Roma tiriamo le fila di questo lavoro».

Nell'area di centro si è già creato un ingorgo. Casini ha lanciato un suo movimento, Cesa e Follini stanno ripartendo con l'Udc, e poi ci sono Fitto erosi. Non è il caso di fare una cosa unica?
«Guardi, in Italia urge la nascita di un nuovo soggetto politico che non sia la mera somma dei piccoli partiti usciti dalla diaspora di Forza Italia. Chi vuole contribuire alla sua costruzione ben venga. Dobbiamo essere un punto di riferimento. Ma devono essere chiari i valori e le prospettive.».

Alfano ha posto le basi per un nuovo contenitore che si colloca al centro con una leadership che sarà scelta con le primarie. Ne farà parte anche lei?
«No. Ma è necessario un grande processo di coinvolgimento popolare per costruire questa nuova realtà. Con persone nuove, idee chiare, discontinuità con le politiche economiche e sociali. Il paese è in preda ad una grave crisi economica e sociale. Dobbiamo uscirne con determinazione e competenze. E con persone che siano espressione delle nostre comunità e non delle segreterie dei partiti.».

La sua risposta è un modo garbato per dire no a Alfano?
«E un modo chiaro per dire a tutti, a tanti amministratori e militanti, anche a tanti politici di esperienza, che serve un grande sforzo di generosità se l'area liberale e popolare vuole tornare a rappresentare la maggioranza degli italiani.».

Alfano dice che loro non saranno né a destra, né a sinistra. Tanto, ha affermato, «all'indomani delle elezioni ci verranno a bussare alla porta perché saranno necessari i nostri voti per governo»
«Non serve un partitino del tre per cento per ottenere seggi parlamentari e una serie di poltrone di governo. Questa logica non salva l'Italia dalla crisi e allontana le persone dalla politica. Spero che tutti si muovano oggi con obiettivi molto più ambiziosi».

Con il ritorno alla proporzionale, tornerà anche la Balena Bianca?
«Nessuna nostalgia per il passato. Dobbiamo guardare al futuro».

Quale sarà la sua ricetta?
«Basta con le politiche redistributive di Renzi che ha imposto nuove tasse con una mano, e con l'altra ha regalato bonus. Dobbiamo ridurre il ruolo dello stato, renderlo più efficiente e meno costoso. Dobbiamo liberare gli Italiani dallo stato arrogante e sospettoso».

Dunque guarda più al centrodestra?
«Sono politiche nettamente alternative a quelle della sinistra. Erano le radici ideali su cui è nato il Centro Destra».

Ha sentito il Cavaliere?
«(sorride Parisi ndr.)No, perché lei l'ha sentito?».

Battute a parte, a quanto mira il movimento di Parisi?
«Dall'analisi del sentiment questa area ha un grandissimo potenziale, può puntare al 10%».

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