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Un nuovo luogo politico per guardare al futuro

L'intervista di Stefano Parisi a Daria Gorodisky del Corriere della Sera

«Non si tratta solo di superare la soglia ma di guardare al futuro del Paese»

Stefano Parisi, fondatore e leader del movimento Energie per l'Italia, lancia «un appello a tutti i partiti che guardano alla soglia di sbarramento del 5% con timore per la propria sopravvivenza: invece che fornire alibi a Matteo Renzi per fare cadere il governo, guardino a chi crede in un nuovo luogo politico con il quale portare il Paese nella Terza Repubblica».

Sta invitando Alfano a formare un partito con voi per affrontare quella soglia del 5% sulla quale si stanno accordando i «grandi»? «Non si tratta di sommare sigle per superare la soglia. Mi rivolgo a chi crede che sia necessario rifondare e rilanciare la politica costruendo un soggetto nuovo. E dico: liberatevi dall'incubo 5% e guardate al nostro popolo e al futuro del Paese».

E il vostro futuro non può prevedere Forza Italia. «E urgente ricostruire un rapporto con i cittadini, e per farlo servono persone nuove, integre, con esperienza. Mi rivolgo a chi ha buona volontà e senso di responsabilità».

Dunque è d'accordo sul sistema elettorale che Pd, Forza Italia e M5S stanno disegnando per poter votare il prima possibile? «Oggi siamo di fronte a un gravissimo rischio di default finanziario, per le banche e per i conti pubblici. Bisogna riparare alle politiche economiche di Renzi per evitare l'esercizio provvisorio e il conseguente intervento della Troika. Inoltre, è indispensabile garantire stabilità alla prossima legislatura. Quindi Renzi abbandoni la sua smania di andare a Palazzo Chigi, il Pd eviti di minare il governo e tutti lascino che Gentiloni metta in sicurezza il Paese».

Il proporzionale va bene? «Per evitare di tornare alla Prima Repubblica, va accompagnato dalla sfiducia costruttiva. Non si tratta di dettagli tecnici, ma di ridefinire l'assetto democratico del Paese su basi sicure. C'è tutto il tempo».

Intanto, però, un Nazareno bis va delineando un futuro di grande coalizione. «Non sono d'accordo su una coalizione basata soltanto sull'esclusione dall'esecutivo dei 5 Stelle. In Germania la Grosse Koalition è nata su un accordo programmatico, non sulle poltrone. E non so che cosa voglia fare Forza Italia per tirare fuori l'Italia dalla crisi; né, dopo tre anni di governo, quale sia il programma del Pd».

Il voto congiunto sui voucher sembra una prova di intesa. «Il Pd è ondivago: prima ha costretto Gentiloni a toglierli per evitare il referendum, poi glieli ha fatti rimettere, seppur modificati. Cerca di non scontentare troppo la sinistra, ma vuole minare il governo, farlo cadere. E credo che il voto di Forza Italia prescinda dal contenuto della norma».

Ha parlato con Alfano o altri di una vostra unione? «Non frequento molto i politici, ma ci si incontra, si parla... E chiunque voglia costruire una nuova forza politica liberale, popolare e federalista con un programma chiaro è bene accetto».

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