Responsive Ad Area

Condividi

Idee

Intervista a QN/ Parisi: “Voglio riportare al voto chi non vota più centrodestra”

di Antonella Coppari - Quotidiano Nazionale

«Sono pronto al dialogo con tutti. Anche con la Lega: naturalmente senza rinunciare al punto fermo che per noi è rappresentato dall'Europa». Stefano Parisi sottolinea la sua posizione, delineando i contorni dell'iniziativa di Energie per l'Italia nell'area del centrodestra che culminerà nel voto popolare dell'8 ottobre: «Sono invitati tutti quelli che si riconoscono nel nostro manifesto di valori».

C'è posto per Alfano?
«È una questione di chiarezza Noi siamo chiaramente collocati nel centrodestra: lui è al governo con la sinistra».

Dottor Parisi, cosa vuole? La legittimazione per la leadership come Salvini e Meloni?
«Intanto, io non parlo di primarie ma di Costituente per l'Italia: tecnicamente si tratta di un voto popolare, ma dal punto di vista politico sono strumenti diversi. Loro hanno in mente una consultazione che serve a decidere chi è il candidato premier, noi cerchiamo una legittimazione popolare per un nuovo soggetto politico, non per incoronare Parisi leader».

Però non si sottrae al confronto con il Carroccio.
«Sì, certo. Intanto, nella Lega non sono tutti lepenisti: c'è una tradizione federalista che non vorrebbe vedere l'Italia fuori dall'euro. Penso che ci sia bisogno di un grande centrodestra che governi il Paese dopo i danni prodotti da Renzi».

Gentiloni non é Renzi.
«Me lo auguro: il suo compito è rimediare ai gravi errori del predecessore, fra cui quello di non essersi occupato dei tagli alla spesa e di aver aumentato il debito pubblico. Gentiloni, per il bene del Paese, si deve assumere l'onere di fare una legge di risanamento della finanza pubblica in autunno e poi si potrà andare a votare. Purtroppo, vedo alto il rischio che si appiattisca su Renzi che, invece, vuole accelerare il processo elettorale per andare alle urne prima di varare la manovra, in modo da evitare di fare i conti, in politica economica, con gli italiani».

Al Senato soffiano venti di guerra. Teme che i renziani usino le fibrillazioni per anticipare il voto?
«Vista dall'esterno, la continua tensione parlamentare denota una scarsa responsabilità verso i veri problemi come la necessità di mettere in sicurezza il Paese e di fare una legge elettorale. In questo senso, reputo assurda anche la decisione di Palazzo Chigi di costituirsi parte civile per il Ruby ter.»

Perché?
«Penso che l'accanimento di Palazzo Chigi contro Berlusconi sia dettato solo da esigenze di campagna elettorale di Renzi: io, da garantista, aspetto che mi dimostrino i danni causati allo Stato dal Ruby ter.»

Perché vuole il sistema proporzionale? Non aspira alla stabilità?
«Il proporzionale è un sistema democratico: per avere stabilità, basta accompagnarlo con la norma della sfiducia costruttiva che ho proposto. Spero che il governo promuova il disegno di legge presentato da 24 parlamentari».

Dalle urne, però potrebbe non uscire un vincitore.
«Non è detto. Io spero ovviamente che vincerà il centrodestra a guida liberale e popolare.»

Dovrà fare i conti con Berlusconi: vi sentite?
«No. Non l'ho più sentito».

Ma ha un posto importante nell'area moderato.
«Ha un'importante e fedele base elettorale. Non voglio sottrarre questi consensi, ma riportare al voto persone che non votavano più per il centrodestra».

Non é troppo ottimista? I sondaggi non sono lusinghieri.
«
Non esistono sondaggi sul nostro movimento e, in ogni caso, non credo nei sondaggi. Eravamo spariti dai radar e sabato scorso a Roma la zona in cui si è svolta la convention era intasata da macchine piene di persone che volevano sentirei».

Condividi

Scrivi un commento

Diventa il primo a commentare!!

wpDiscuz

Password dimenticata

Registrati