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Esteri

Immigrazione: affrontiamola seriamente

Esprimersi sull'immigrazione è sempre difficile.
Lo è perché bisogna parlare della vita e del futuro di migliaia di persone che cercano disperatamente di scampare ad un’esistenza di guerra e povertà.
Lo è perché si deve parlare di altrettante persone che nel bel mezzo di una delle più grandi crisi finanziarie del mondo moderno, si ritrovano a dover affrontare e accogliere culture totalmente differenti che, in aggiunta alla minaccia crescente del terrorismo, sentono accrescere in loro una sensazione di insicurezza personale e finanziaria mai affrontata.
Per questo credo che l'argomento non vada affrontato superficialmente, come lo si fa con gli slogan e con questo termine non intendo solamente il "Tutti a casa!" ma anche il "Accoglienza, unica soluzione!".

Entrambi questi approcci non offrono alcuna reale soluzione:
realizzare lo slogan di chi urla a gran voce contro l'accoglienza rievoca scenari terribili, di deportazioni e genocidi.
L'accoglienza, invece, semplicemente non è una soluzione e l'ha largamente dimostrato.
Sono ormai anni che il flusso di migranti è sostanzialmente continuo e non accenna minimamente a fermarsi.
L'accoglienza è la soluzione oggi in campo, eppure direi che è sotto gli occhi di tutti il suo fallimento.

Quindi? Cosa possiamo fare?
Partiamo dai numeri per affrontare l'argomento e poi proviamo a ragionarci.

Le Persone:

Nel 2016 il numero di immigrati giunto in Italia è di 180.000, uno dei più alti mai registrati.
Nei primi 2 Mesi del 2017 è stato registrato un aumento del 46% rispetto allo stesso periodo del 2016.
A livello UE, il 2015 è stato l'anno più alto con 1 milione di persone migrate nel vecchio continente.
L'anno successivo con l'accordo da 6 miliardi di Euro stretto con la Turchia, il flusso è diminuito, avendo delocalizzato di fatto parte dell'accoglienza (sostanzialmente invece di accoglierli subito nei territori europei, gli immigrati vengono fermati in Turchia, un'altra non-soluzione, che ha solo spostato il problema).

Investimenti Economici:

Dai dati comunicati all'Unione Europea dal Ministro Padoan, nel 2016 l'Italia ha speso circa 4 miliardi di euro per fronteggiare l'emergenza migranti.
La metà di questi sono stati utilizzati per le strutture d'accoglienza governative e private (alberghi, camping e ostelli).
La restante parte si stima siano stati spesi per le azioni di salvataggio, controllo delle frontiere e prima assistenza.

Conclusioni:

Il primo dato lampante è che il peso economico e sociale per l'italia è enorme.
Inoltre, coinvolgendo alberghi e in generale le strutture turistiche, si sta anche bloccando parte della possibile ripresa economica basata su uno dei fiori all'occhiello del nostro paese: il turismo.
150.000 posti che avrebbero dovuto essere occupati da turisti e viaggiatori, sono oggi diventati centri di accoglienza, dove spesso personaggi senza scrupoli si arricchiscono utilizzando una piccolissima parte dei contributi statali per il vitto e l'alloggio di queste persone.

L'immigrazione è un evento epocale, che non può essere arrestato con le soluzioni-tampone utilizzate fino ad oggi.
Non può essere fermata con i muri, le bombe e le frontiere.
Non può fermarsi né risolversi, accogliendo le persone in nazioni che ormai non hanno nulla di più da poter offrire.
L'immigrazione si ferma aiutando le popolazioni più colpite con investimenti mirati a far sì che il loro paese diventi un posto più prospero.
Si risolve facendo sì che la tanto desiderata "America" sia la stessa nazione che ha dato loro i primi natali.

Se avessimo raccolto gli spropositati miliardi di euro investiti dall’Italia e dall’Europa negli ultimi anni e avessimo lavorato da subito per investirne, anche soltanto la metà, in progetti di industrializzazione e istruzione nelle nazioni da cui i migranti scappano, oggi molto probabilmente non sarebbe così difficile e complesso parlare seriamente di immigrazione.
Bisogna investire in quei territori, per ricreare un tessuto sociale ed economico dilaniato e quasi scomparso a causa dei conflitti che li hanno afflitti.
Investire nelle aziende, investire nelle opere pubbliche, investire nell'istruzione.
Serve ricostruire quasi la totalità di quei paesi, ma l'unica soluzione è farlo e i fondi economici ci sono tutti, l'abbiamo appena visto.
Serve una politica estera capace e comune, che sia in grado di confrontarsi con forme di governo spesso differenti comprendendone necessita e pensieri, ma in grado di imporre con decisione una soluzione comune che consentirebbe a tutte le popolazioni di beneficiarne.
Costruiamola insieme.

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2 Commenti su "Immigrazione: affrontiamola seriamente"

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Francesco Callea
Iscritto

Immigrazione:
Vorrei dire la mia sul problema immigrazione la cui provenienza avviene via mare, e cioè, perché la ripartizione prevista dagli accordi UE, non può avvenire direttamente nel mediterraneo con navi proprie delle nazioni che hanno lo sbocco sul mare senza passare sempre o quasi dall’Italia? Ovviamente per le nazioni che non hanno lo sbocco in mare, attraverso la nazione più vicina al mare secondo gli accordi stessi. Questa soluzione ridurrebbe l’impatto sull’Italia sotto vari aspetti ( sicurezza, sociale, sovraffollamenti e qualità di vita dei centri di accoglienza ), causato dagli alti numeri degli immigrati.

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