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Idee / Sport

Idee PER rilanciare lo sport

Premessa

Nel 2013 in Italia, c’è stato un aumento esponenziale degli atleti. Mentre nel 2003 erano più di 3.400.000, dopo circa 10 anni, sono aumentati del 32%, più di un milione di unità, superando quota 4.500.000. Tale statistica è il prodotto di uno studio sviluppato dal CONI e dall’ISTAT nel rapporto “I numeri dello sport”. Inoltre, tale vertiginoso aumento è evidenziato anche riguardo il numero delle società sportive aumentate (più di 2.000) rispetto al 2003 e che hanno sfiorato quota 65.000. Di conseguenza sono aumentati anche gli operatori sportivi (più di 1.015.000), 2% in più rispetto al 2003. Naturalmente, è giusto constatare che il calcio è lo sport con il maggior numero di iscritti. Ma in aumento esponenziale seguono gli sport minori, tra tutti la pallavolo, il basket, il nuoto e tennis, ma anche le attività subacquee e la pesca sportiva.
Di seguito ecco i dati, schematizzati in una tabella, degli atleti iscritti alle varie federazioni riconosciute dal CONI:
Calcio 1.098.450 36,76%;
Pallavolo 365.732;12,24%
Basket 313.587; 10,49%
Tennis 285.631; 9,56%
Pesca sportiva ed Attività subacquee 190.430; 6,37%
Atletica leggera 188.608; 6,31%
Nuoto 150.065; 5,02%
Motociclismo 146.563; 4,90%
Ginnastica 136.513; 4,57%
Danza 112.463; 3,76%

Inoltre, è utile considerare l’aspetto territoriale italiano per le iscrizioni alle varie federazioni riconosciute dal CONI.
La Lombardia supera le 800.000 unità, il Veneto la segue al secondo posto con più di 400.000 iscritti. Segue il Lazio (che tocca quota 400.000), l’Emilia-Romagna, il Piemonte e la Toscana. Subito dopo c’è la prima regione del Sud, la Campania, con più di 200.000 tesserati. La seguono Sicilia e Puglia.

 

Proposte

  • Maggiore visibilità dei media
    La televisione è lo strumento che maggiormente può far aumentare la pratica degli sport. La tv è il mezzo entrato nelle case di tutti gli italiani, bambini e adulti. Dopo un allenamento sarebbe utile e di grande incentivo vedere in tv un incontro o una gara o un torneo, dove magari tante persone si trovano a seguire un atleta della propria nazione facendo lievitare il polverone mediatico su di sé.
  • Maggior pratica nelle scuole
    I bambini, durante le ore di educazione fisica, dovrebbero praticare gli sport, al fine di incentivare tali discipline già da piccoli. Sarebbe utile anche come palestra per insegnare loro le regole dello sport. Bisognerebbe incentivare anche le attività pomeridiane.
  • Agevolazioni
    Una “scuola di pomeriggio” che permetterebbe agli studenti di praticare le discipline sportive senza dover sottrarre ore allo studio. In tal caso il sistema italiano potrebbe avvalersi del metodo americano. Tale sistema, infatti, prevede facilitazioni per gli studenti/atleti più meritevoli. In più, un certificato medico deve essere presentato all’infermeria della scuola, se uno studente non può frequentare l’educazione fisica. Il tutto permetterebbe di rendere lo sport obbligatorio e necessario. La partecipazione unita alla preparazione sono i punti focali di tutti i corsi. In più, lo studente deve svolgere una sequenza di attività, con dei precisi risultati da raggiungere. Tutti gli studenti hanno una vasta scelta di attività da frequentare: tennis, calcio, football, pallavolo, baseball, rugby, nuoto, ping pong, hockey, pallacanestro.
  • Sponsorizzare lo sport grazie alla rete
    Internet può aiutare a pubblicizzare una disciplina sportiva. Infatti, i giovani e gli adulti, grazie alla rete Internet possono ottenere le informazioni necessarie per individuare le società o associazioni a cui possono rivolgersi per praticare un’attività sportiva.
  • Avvicinare i giovani disabili allo sport
    Bisogna lavorare sullo sviluppo di piattaforme utili ad offrire servizi di promozione e visibilità agli atleti e alle loro famiglie, e permettere un supporto di comunicazione dedicato alle federazioni, ai comitati organizzatori ed alle federazioni sportive dilettantistiche. Bisogna fornire agli atleti disabili e al movimento paraolimpico maggiore visibilità, mediante un servizio editoriale di grande rilievo. E’ necessario identificare tra tutti gli atleti coloro che spiccano, al fine di farli divenire testimonial del movimento paralimpico e della loro disciplina sportiva.
  • Insegnante di educazione fisica nella scuola primaria
    La legge 107 (“la Buona Scuola”) ha rappresentato dei vuoti sull’argomento dell’attività motoria. Bisognerebbe istituire il docente di educazione fisica di ruolo nella scuola primaria. In tal caso, ci può venire incontro il progetto “Sport di classe”, che permetterebbe una buona copertura dei costi per le assunzioni previste. Tale progetto è finanziato, promosso e realizzato dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, e dal CONI. L’obiettivo principale è la diffusione dell’educazione fisica e
    sportiva già dalla scuola primaria, per garantire e incentivare i processi formativi ed educativi delle generazioni future. Tale progetto è destinato agli alunni, ai dirigenti scolastici ed agli insegnati delle scuole primarie.
    In dettaglio il progetto ha numerosi scopi: coprire tutto l’anno scolastico, coinvolgere tutte le classi dalla prima alla quinta, far partecipare tutte le scuole primarie italiane, motivare le generazioni future all’attività motoria e fisica, promuovere i valori educativi dello sport e incentivare l’adozione delle 2 ore settimanali di educazione fisica nelle scuole primarie. Inoltre è prevista la figura del Tutor sportivo, che deve fornire un’attività di supporto organizzativo alle attività del Centro Sportivo Scolastico. Collabora alla progettazione delle attività didattiche, alla programmazione e realizzazione delle attività motorie e sportive scolastiche. Inoltre partecipa ai moduli formativi regionali e territoriali curati dagli Organismi Regionali per lo Sport a Scuola che si avvalgono della Scuola Regionale dello Sport del CONI.
  • Spettacoli ed eventi sullo sport
    Per promuovere e fare acquisire maggiore notorietà alle discipline sportive, oltre alla interessante e numerosa partecipazione di volontari, ci possono venire incontro gli Enti locali. Per esempio, la regione Emilia-Romagna presta particolare attenzione alle Manifestazioni sportive realizzate sul territorio regionale nell’anno 2016 che rappresentano una occasione importante per lo sviluppo locale sia in termini di incremento dell’offerta turistica, di diffusione fra i ragazzi della cultura della pratica sportiva che di diminuizione del disagio sociale. Il tutto è possibile mediante l’approvazione di contributi per le manifestazioni ed eventi sportivi realizzati sul territorio regionale.
  • Sponsorizzazioni sportive
    Purtroppo, senza un’adeguata organizzazione economica, nessuna disciplina sportiva può affermarsi. La promozione e l’acquisizione di notorietà, la possibilità di generare utili ha bisogno di un capitale iniziale. Inoltre, è utile considerare che lo sport si è trasformato da intrattenimento ad industria del tempo libero capace di migliorare la qualità di spettacoli e dei servizi. Quindi, si è avuta una crescita sostanziale del mercato delle sponsorizzazioni sportive. La maggior parte delle aziende che hanno optato per le sponsorizzazioni sportive si trova ad affrontare un mercato molto dipendente dal ciclo stagionale degli eventi sportivi. Il giro di affari pubblicitario cresce o diminuisce in base agli eventi sportivi presenti nella programmazione televisiva. Basti osservare ed analizzare i palinsesti televisivi ed i relativi costi degli spazi pubblicitari. Questi ultimi variano in base agli orari e agli spettacoli in programma.
    Lo sport è considerato uno degli ambiti più dinamici dello sviluppo dei consumi privati. Però, i media investono sempre più risorse su sport importanti come il calcio e la Formula 1, trascurando gli “sport minori”. Quindi, per estendere il mercato dello sport, le imprese ed i mezzi di comunicazione devono investire in discipline sportive considerate “minori”, cercando di promuovere atleti e squadre e provando a creare e sostenere gli eventi e le manifestazioni. Infatti, alcuni sport possono essere ulteriormente efficaci a livello locale, nonostante il grande ritorno economico dovuto agli sponsor del calcio e della Formula 1, discipline che hanno risalto mondiale.
    La cultura dello sport deve essere promossa in blocco dalle aziende, dal mondo dello sport e dai media. Nello sport l’obiettivo non deve essere obbligatoriamente la continua ricerca della vittoria.
    Bisogna aumentare la possibilità di far conoscere meglio le singole discipline, introdurre attrezzi, test e metodi di allenamento. Solo in questo modo sarà possibile migliorare il mercato delle sponsorizzazioni. Lo sport viene considerato un canale di comunicazione. Ed a sua volta, per diffondersi, si serve di altri canali di comunicazione come la televisione, la stampa e la radio. La diffusione sempre più vasta delle discipline sportive, ed il loro conseguente apprezzamento del pubblico, ha portato i media ad essere ulteriormente interessati al prodotto “sport”, cercando di diffondere gli eventi sportivi ad una vasta platea di persone, e di conseguenza ha incoraggiato le aziende interessate alle sponsorizzazioni ad investire nel mondo sportivo.
  • Assegnazione dei contributi
    Alle ultime Olimpiadi di Rio, in cima al medagliere abbiamo visto la sorpresa Gran Bretagna, capace di vincere ben 67 medaglie (di cui 27 ori, 27 argenti e 17 bronzi) ed arrivare in seconda posizione, dietro alla superpotenza USA, e davanti a CINA e Russia. Considerando che, alle Olimpiadi di Atlanta del 1996, la Gran Bretagna si è classificata in 36esima posizione, con solo 15 medaglie conquistate (1 oro, 8 argenti e 6 bronzi), è un grandissimo risultato ottenuto dalla Federazione Sportiva. In più, è riuscita a dare risalto a numerose discipline sportive diverse dalle principali. Il segreto di questi risultati esaltanti, nonostante il PIL britannico costante e meno abitanti rispetto alle superpotenze mondiali, è dovuto al lavoro del Governo di ottimizzazione delle risorse, attenzione alla spesa ed obiettivi ben definiti. Infatti, nel 1994, il Primo Ministro John Major incanalò i proventi della lotteria nazionale verso lo sport, la cultura e l’arte. Un meccanismo atto a riformare la lotteria nazionale per finanziare lo sport in generale. Dal 1994 ad oggi, la popolazione britannica ha permesso ai propri atleti nazionali di guadagnare oltre 4,5 miliardi di sterline. Un atleta può allenarsi guadagnando un reddito da professionista grazie al sistema di bonus dipendente dai risultati chiamato Athlete Performance Awards. Un atleta vincitore di una medaglia alle Olimpiadi intasca (oltre agli introiti dovuti agli sponsor) quasi 3.000 euro al mese, ossia quasi 28.000 sterline annui. Inoltre, gli atleti vincenti diventano immediatamente idoli e testimonial, non come accade in Italia che diventano un facile bersaglio della stampa a causa degli incassi dovuti agli sponsor e per la fama. Inoltre, le numerose Federazioni sportive ricevono direttamente i fondi provenienti dal Ministero per la Cultura, i Media e lo Sport, mediante l’agenzia UK Sport. A loro volta, le Federazioni sportive investono immediatamente tali fondi ottenuti in programmi di allenamento, allenatori ed infrastrutture. In più, le Olimpiadi di Londra 2012 hanno permesso di incrementare sia il livello di cultura sportiva che di infrastrutture disponibili. Inoltre, l’agenzia UK Sport sviluppa programmi di diffusione dello sport nelle scuole e programmi contro la sedentarietà.
    Dopo le Olimpiadi di Londra, il numero degli sportivi in Inghilterra è notevolmente aumentato. C’è stata anche l’affermazione di molte discipline nate in Gran Bretagna, come calcio, tennis, golf, canottaggio, ping pong, boxe e rugby.
    Oltre a garantire una estensione degli sport per tutti, il Regno Unito ha lavorato sugli sport capaci di garantire medaglie e sui talenti sportivi. Un progetto interessante, sperimentato da UK Sport, è stato Girls4Gold. Ragazze giovani e sportive sono state valutate da numerosi specialisti del settore, per poter essere introdotte nel mondo del professionismo oppure, se non meritevoli, hanno avuto l’occasione di provare altri sport. L’esempio più lampante è Lizzy Yarnold, che grazie al progetto Girls4Gold, da atleta di eptathlon nel 2008 ha vinto il bronzo ai Mondiali di slittino nel 2012 (dopo soli 4 anni), per poi vincere l’oro nel 2014 alle Olimpiadi Invernali di Sochi. Il Regno Unito, in questa scalata al medagliere olimpico, ha saputo anche lavorare su un’attenta gestione delle risorse a disposizione. Ha investito principalmente in sport come il ciclismo, dove c’è più competitività e quindi maggiori possibilità di portare a casa una medaglia, e meno concorrenza. Infatti, ha investito poco per alcuni sport di squadra come il basket (da sempre dominato dagli USA), in cui le società locali non hanno mai raggiunto risultati esaltanti nel Vecchio Continente, e per vincere c’è bisogno di formare numerosi atleti. Quindi, ottengono maggiori finanziamenti gli sport che hanno più possibilità di vincere.
  • Infrastrutture, Eccessivi costi di gestione
    Oggi, il problema delle infrastrutture sportive è riconducibile alle strutture ed impianti di vecchia data che necessitano di un ammodernamento logistico. Inoltre c’è una evidente trascuratezza o mancanza di aree per lo svolgimento di un’attività sportiva nel tempo libero. Per la risoluzione del problema delle infrastrutture sportive ci viene incontro l’Unione Europea (UE). L’UE, mediante l’entrata in vigore nel 2009 del trattato di Lisbona, ha assunto competenza specifica nell’ambito sportivo. Infatti, l’articolo 165 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE) conferisce all’UE le competenze per gestire, sostenere ed estendere le decisioni politiche degli Stati membri in ambito sportivo, oltre a definire le caratteristiche dettagliate della politica dello sport. Lo scopo della politica dello sport riguarda la protezione dell’integrità morale e fisica degli atleti e nella promozione della lealtà e dell’apertura nelle competizioni sportive, oltre alla cooperazione tra gli organismi responsabili dello sport. Il TFUE si sofferma sull’enorme importanza che lo sport sta assumendo, definendolo un settore economico in netta crescita. L’UE, grazie all’educazione, al turismo e ai media, incentiva lo sviluppo economico dello sport, che attualmente rappresenta il 3% del PIL totale. Per raggiungere tale obiettivo, il Trattato di Lisbona ed il Regolamento Europeo per lo Sport nell’ambito del programma Erasmus per tutti 2014-2020, definiscono le disposizioni legislative e regolamentari, che dovranno essere rispettate da tutte le istituzioni europee. Per esempio, nel 2014, il programma Erasmus+ ha consentito di finanziare numerose attività sportive nel Vecchio Continente. In sette anni è previsto un fondo da 265 milioni di euro, che permetterà di organizzare numerosi eventi sportivi.
    In Italia, due progetti sono stati proposti dall’Istituto per il Credito Sportivo, per finanziare e sostenere gli investimenti negli impianti sportivi. Il primo è chiamato “Fondo di Garanzia per l’impiantistica sportiva”. Tale progetto prevede la definizione di un fondo per rilasciare opportune garanzie a coloro (pubblici o privati) che sono intenzionati a ristrutturare, attrezzare, ampliare, costruire o acquistare gli impianti sportivi. Il Fondo non potrà avere durata superiore a 15 anni, e deve avere come minima durata 18 mesi, e prevede un massimo di rischio del 60% del finanziamento totale, ma con un tetto massimo di 1.500.000 euro.
    Il secondo progetto prevede la seconda fase di “1.000 Cantieri per lo Sport”. Tale progetto prevede un finanziamento di 75 milioni di euro, con mutui a tasso zero, dopo lo stanziamento di 123 milioni di euro garantiti dalla prima fase del progetto destinati al finanziamento a fondo perduto, per provvedere agli interventi nelle aree sportive di quasi 800 scuole. Ogni singolo intervento potrà beneficiare di al più un milione di euro, con limiti temporali pari a 10 anni per i privati e 15 anni per gli Enti locali. Per le richieste di intervento di importo superiore ai 150.000 euro è stabilito un tasso di interesse pari al 2,5% per i privati e 0,6% per gli Enti locali. Per le richieste di intervento di importo fino a 150.000 euro non sono previsti interessi.
    Periodicamente sono proposti numerosi bandi di finanziamenti attraverso i fondi regionali, nazionali o europei. I destinatari di tali bandi sono le federazioni sportive nazionali riconosciute dal CONI, le società e le associazioni sportive dilettantistiche iscritte al CONI, gli Enti locali e la Pubblica Amministrazione. Gli interventi di ordinaria manutenzione degli impianti sportivi, e quindi idonei a ricevere i finanziamenti dai bandi precedenti, riguardano ad esempio la manutenzione dei servizi igienico-sanitari, e la sostituzione o la riparazione degli infissi. Infine, l’importo massimo del finanziamento varia in base al costo complessivo dell’intervento.
  • Assegnazione dei contributi, Rinnovo delle concessioni, Diritto di superficie
    Ulteriori problemi riconducibili al problema delle infrastrutture riguardano gli eccessivi costi di gestione degli impianti sportivi (che spesso portano alla chiusura degli impianti stessi), il rinnovo delle concessioni e il diritto di superficie.
    Per la concessione dei contributi, compatibilmente con le leggi e i regolamenti dell’Unione Europea in materia di aiuti di Stato, a favore delle infrastrutture ricreative multifunzionali (che forniscono servizi ricreativi e culturali) e delle infrastrutture sportive, ci è di supporto il Regolamento Generale di Esenzione per Categoria (RGEC).
    Il RGEC definisce tutte le situazioni idonee a ricevere gli aiuti per gli investimenti in infrastrutture ricreative multifunzionali ed in infrastrutture sportive, senza la notifica preventiva della Commissione europea. Il presupposto fondamentale per essere idonei riguarda l’accesso alle infrastrutture, che dovrà essere obbligatoriamente concesso in modo non discriminatorio, trasparente e garantito a più utenti. La seconda condizione da rispettare riguarda l’assegnazione in modo trasparente, non discriminatoria e aperta, di qualsiasi concessione a favore di un terzo per la gestione, l’ammodernamento o la costruzione dell’infrastruttura ricreativa multifunzionale o infrastruttura sportiva. Inoltre bisogna rispettare tutte le leggi in materia di appalti.
    Più nello specifico, i costi degli investimenti immateriali e materiali saranno definiti spese ammissibili, e l’importo degli aiuti agli investimenti di ammodernamento o di costruzione dell’infrastruttura ricreativa multifunzionale o infrastruttura sportiva, non può essere superiore alla differenza tra le spese ammissibili e il risultato operativo dell’investimento. Inoltre, l’importo massimo del contributo arriva fino a coprire l’80% dei costi ammissibili, ma solo per gli aiuti non superiori al milione di euro.

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Nato ad Avellino il 3 Aprile 1982. Nel 2005 ho conseguito la Laurea con lode in Informatica presso l'Università degli Studi di Salerno, con tesi sull'Interazione Uomo Macchina. Nel 2008 ho conseguito la Laurea Specialistica con lode in Informatica presso l'Università degli Studi di Salerno, con tesi sulla Simulazione. Lavoro dal 2009 nel settore Informatico. Attualmente sono analista/programmatore. Nel 2009 mi sono trasferito a Milano per lavorare in ambito Informatica bancaria (area Finanza). Dopo due anni e due mesi mi sono trasferito a Roma. Nutro interesse verso i linguaggi di programmazione, ottime competenze matematiche (in particolare nel campo statistico e tecniche di ottimizzazione e simulazione) e swarm intelligence. Spero di poter dare un forte contributo per risvegliare il Paese.

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