Responsive Ad Area

Condividi

Agricoltura / Energia e Ambiente / Giustizia / Senza categoria / Sicurezza

Prevenire è meglio che bruciare: le nostre proposte per arrestare gli incendi boschivi

<<Il fuoco non dà tregua alla Calabria. E, negli ultimi giorni, nemmeno all'Abruzzo. >> intitola il Sole24Ore. <<Sono state accertate infatti, da parte delle ditte boschive che partecipano alle aste, accordi preventivi illeciti finalizzati alla spartizione di lotti da aggiudicare e ricorsi a "cartelli" finalizzati a tenere bassi i prezzi della base d'asta mediante accordi segreti ed illegittimi..>>. E ancora: <<Cosche e clan vogliono dimostrare che, di qualunque area, sono in grado di indirizzare destini, fortune e sfortune. Dimostrano ai proprietari (siano essi privati o demaniali) che se i boschi e i pascoli incendiati sono assoggettati a vincolo di inedificabilità quindicennale per impedire la speculazione edilizia, il proprietario si deve piegare alle richieste estorsive dei criminali (ragionamento che per altro verso analogo può essere fatto nei confronti delle amministrazioni che perdono entrate dalla mancata edificazione). Ecco che scatta la furia incendiaria.>>

Certamente quest'anno il nostro patrimonio naturalistico si è visto minacciato dal potente attacco della mano umana (umana ma non troppo), che ha portato all'annientamento di ettari ed ettari di terreni, protetti da vincoli speciali e non, che ospitavano dalle più semplici piantagioni alle più preziose biodiversità dei Parchi Naturali. Viene però  da chiedersi: "E' possibile che il business possa spingere l'uomo a tale atto di malvagità verso una natura tanto gentile e magnanima di bellezza?" La risposta è: "Purtroppo si". Lo si chiama "Reato ai danni dello Stato" come se chi ne subisce in prima persona fosse lo Stato, che deve "ripagare il danno" erogando danaro pubblico per ricostituire tutta la flora e la fauna locali, risarcendo anche i possessori di attività agroalimentari ed economiche (possessori di agriturismi, B&B, tenute, centri di produzione ortofrutticola, ecc.); anche se le prime persone che ne subiscono i veri danni, soprattutto a livello morale, sono proprio gli abitanti delle zone limitrofe colpite dagli incendi boschivi che vedono rovinare il proprio "habitat" per mano di criminali che non hanno né riguardo e né tanto meno rispetto. Con loro però nessuno fa i conti. Nessuno considera la loro sofferenza nel guardare la propria terra bruciare. Né Stato, né mafia, né la loro liaison.

Molte le stranezze che coinvolgono questi fenomeni che vedevano principalmente coinvolte nell'anno 2016 alcune regioni del sud, e che registrano una continua crescita a livello nazionale negli ultimi tre anni.

(Fonte dati: il Sole24Ore)

Alcuni accennano ad un vero e proprio business dello spegnimento degli incendi legato alla flotta dei Canadair. Dalla gara per la gestione di 19 Canadair dei Vigili del Fuoco agli appalti in Sicilia, Campania e Lazio, l’Antitrust ha ipotizzato la “concertazione” tra le principali aziende del settore. Aperta fase di istruttoria dal Garante dopo la denuncia di un pilota che parla degli attori di questo business segnato da accordi che non rispettano il criterio appaltistico della libera concorrenza.

In tutta questa vicenda, dai cliché davvero poco limpidi, la prevenzione risulta la strada migliore da perseguire, sebbene non crei apparentemente business. Energie PER l'Italia propone di utilizzare le risorse distolte dalla lotta agli incendi, che divampano nello stesso posto a pochi anni dalla riforestazione, per la prevenzione attraverso la strutturazione di punti infrastrutturali altamente efficienti in grado di fornire strumentazione all'avanguardia che conferisca un buon monitoraggio delle zone verdi, ma anche (se non soprattutto) provvedendo all'istituzione di enti in grado di veicolare correttamente i mercati subordinati alla sistemazione (e non al danneggiamento) di terreni incolti, in stato di abbandono colturale, caratterizzati dall’accumulo di combustibile fine (erbe, arbusti di piccole dimensioni, foglie secche…) in grado di incendiare anche alberi di notevole altezza.

Come dice Giancarlo Moioli, tecnico della Comunità Montana Valle Seriana (Bg) con trentennale esperienza nella lotta agli incendi boschivi: "Togliendo materiale vegetale (che diventerà secco col tempo e dunque facile preda per le fiamme) con l’intervento di greggi pascolanti o di bestiame adeguato, limitando la cronaca di incendi sui mass media, pian piano il fenomeno si riduce sin quasi a scomparire. Anno dopo anno (non lo dico io, lo affermano le due tesi di laurea in scienze agrarie prodotte presso l’Università di Milano) gli incendi nelle aree pascolate scompaiono; nelle zone vicine, in una sorta di “mancato tam tam degli indiani” anche altri versanti abbandonati e non pascolati non vengono più attaccati dal fuoco. Insomma i piromani si “dimenticano” di bruciare!"

Più cura per l'ambiente vuol dire anche più sicurezza per i boschi.

 

Per ulteriori approfondimenti: http://www.ruralpini.it/Commeti-13.08.13-incendi-e-business.htm

Condividi

Scrivi un commento

Diventa il primo a commentare!!

wpDiscuz

Password dimenticata

Registrati