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Economia e Fisco / Idee

Federalismo responsabile: commissariamento automatico e premi

Il federalismo deve essere responsabile, cioè legato inscindibilmente al commissariamento e ai premi per i migliori.
Parafrasando Popper, occorre porsi un interrogativo: ma non su chi debba governare, bensì su come controllare i governi, affinchè non facciano troppi danni. Applicando questa formula al federalismo, la soluzione all’eventuale irresponsabilità degli enti locali corrisponde già adesso al commissariamento. Ma perché, allora, sempre più comuni sono in dissesto e già diverse Regioni sarebbero a rischio commissariamento? Perché questo commissariamento non funziona? Perché non è automatico. Qualsiasi forma di federalismo si scelga, devono esserci alcuni punti imprescindibili: il federalismo fiscale, la forte responsabilizzazione dei governi locali e le misure premiali per gli enti virtuosi.

Il primo per dar modo a Comuni, Province e Regioni di avere effettivamente le risorse necessarie a far fronte alle esigenze locali. In particolare, è essenziale che i Comuni possano trattenere una grossa fetta delle imposte. Se si tolgono risorse ai territori, soprattutto se non sono ad alti livelli di produttività, il dissesto è dietro l’angolo. In più, mantenendo le imposte sul territorio, i cittadini potrebbero controllare meglio la bontà degli amministratori che hanno scelto. Questi, dal canto loro, avrebbero un margine molto più ampio per dimostrare le loro capacità gestorie al servizio della comunità.

Il secondo invece passa attraverso un meccanismo automatico di commissariamento. Se il governo locale di qualsiasi livello al di sotto dello Stato non rispettasse determinati obblighi (da quelli di bilancio a quelli di servizi minimi da determinare per legge, passando per gli adempimenti UE), il rappresentante del Governo nazionale dovrebbe prendere il posto di quello eletto dal popolo, automaticamente. Il governo che tradisce le aspettative dei cittadini e viene meno agli obblighi dovrebbe essere sostituito.
In ogni Provincia c’è un Prefetto: costui dovrebbe avere il potere/dovere di controllare l’operato degli amministratori comunali e provinciali. Qualora non in grado di garantire servizi sufficienti o non capaci di adempiere agli obblighi, il Prefetto, a seconda dei casi, dovrebbe sostituirsi al Presidente della Provincia o nominare i sostituti dei Sindaci inadempienti, sciogliendo dunque le giunte. I soggetti di cui sopra, una volta nominati, avrebbero il compito di prendere le misure necessarie all’adempimento degli obblighi mentre, per il resto, astenersi da atti che non siano di ordinaria amministrazione. Portato a termine il loro compito, sarebbe sciolto anche il Consiglio Comunale e si terrebbero nuove elezioni, impedendo al Sindaco deposto di ripresentarsi nuovamente.

Lo stesso dovrebbe valere per le Regioni, o per qualunque altro ente intermedio si voglia creare. Il commissariamento dovrebbe avvenire con soggetti nominati dall’Esecutivo, sempre automaticamente. Infine, le misure premiali. Agli enti virtuosi che dimostrino comprovate capacità gestorie del territorio, su richiesta degli interessati, il Governo dovrebbe garantire ulteriore autonomia amministrativa e finanziaria. Questo a tutti i livelli e sempre con la possibilità che tale autonomia venga in qualunque momento revocata, anche nei casi di Regioni a statuto speciale.

Qualsiasi modalità di divisione federale territoriale si scelga, qualsiasi divisione delle competenze, anche legislative, i punti fermi dovrebbero essere quelli sopra elencati: il resto andrebbe scelto con una profonda modifica della Costituzione, tale da rendere le istituzioni più efficienti e vicine ai cittadini.

 

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