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Idee / Programma

Famiglia: un bene prezioso da tutelare

Oramai chi vive in mezzo alla gente e come dice Papa Francesco ''puzza di pecora'', conosce bene l’affanno quotidiano per mantenere la propria famiglia. La prima e assoluta urgenza resta ancora il lavoro: sono ormai lunghi anni che il problema taglia la carne viva di persone – adulti e giovani – e di famiglie. La vita della gente urla questa sofferenza insopportabile.
Sicuramente le scorciatoie, a cui sempre più italiani ricorrono, alimentando diversi populismi non servono.

È aberrante rispetto a questa realtà, la complicità dei governi con chi lucra sul gioco d’azzardo, si pensi ai 260 milioni di euro che ogni giorno in Italia si buttano nel gioco d’azzardo, distruggendo capitali e, più ancora, persone e relazioni.

Le famiglie devono essere aiutate a non rinunciare, rassegnate, a riconoscere nella politica una forma alta di carità, cioè di servizio al popolo, attenta ad affrontare questioni quali il lavoro, la famiglia, i giovani, l’inverno demografico. C’è bisogno di politica autenticamente amica della famiglia che si adoperi per sviluppare politiche familiari distinte dalle politiche sociali: cioè la richiesta di un passaggio dalle politiche sociali riparative a favore delle famiglie alla co-progettazione e applicazione di ''buone prassi'' di politiche familiari attive che rispondano ai sogni, bisogni e diritti delle famiglie prese in considerazione nel ciclo ordinario di vita. Pertanto è fondamentale il riconoscimento dell’Associazionismo familiare come risorsa.

Le famiglie all’interno di un territorio e di un’impresa creano una serie di relazioni e di legami che perdurano nel tempo e che rendono una comunità più sana e coesa. È proprio all’interno di una comunità che nasce il rispetto per l’altro, per la diversità di ognuno che facilita un atteggiamento di confronto basato sulla condivisione, sul dialogo e sulla collaborazione. In questo contesto, le famiglie sono una risorsa importante per creare relazioni sociali attive, reti di solidarietà e di scambio di informazione e per coinvolgere i cittadini nel dialogo con le istituzioni e gli enti presenti.
Per tale ragione il Forum delle Associazioni Familiari, le Acli Lombardia, Afi – famiglie italiane, Scuola di Economia Civile ed alcuni Comuni hanno costituito la Rete dei Comuni amici della Famiglia(https://www.avvenire.it/attualita/pagine/famiglie-e-comuni-il-bene-in-rete).

La ricaduta sui nostri giovani e il futuro della nostra società è drammatica. Il 92% dei giovani dichiara il desiderio di costruire una famiglia e di avere due o più figli: è uno straordinario dato di fiducia, reso purtroppo vano dalla mancanza di lavoro stabile. Senza lavoro non c’è dignità personale, non c’è sicurezza sociale, non c’è possibilità di fare famiglia, non c’è futuro.

Purtroppo non esiste una incisiva politica che incoraggi e sostenga la natalità. In questo deserto sterile a seguito di un lungo percorso di semina e lotta in Lombardia finalmente si apre uno spiraglio per incidere su una fiscalità che riconosca la famiglia e i figli una risorsa da tutelare e sostenere.
Finalmente il cosiddetto “Fattore Famiglia” che si propone da anni è una Legge della Regione Lombardia, perfettibile, certo, ma è un coraggioso inizio che offre speranza.
Ai Comuni spetta ora alimentare questa speranza perché: ''la Politica che vuol bene alla famiglia non è di destra o di sinistra, è semplicemente un atto di amore che ogni politico e ogni cittadino sono chiamati a svolgere per ringraziare di quanto si ha ricevuto in dono: ciò che oggi si è, la vita, dalla propria famiglia''.
Di Cesare Palombi

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