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Energia e Ambiente

Emergenza Idrica In Italia e i danni del Referendum sull’Acqua Bene Comune

Il nostro paese affronterà una vera e propria Emergenza idrica questa estate e, per questo motivo, in via precauzionale molti comuni stanno procedendo alla sospensione idrica in determinate fasce orarie.
Qui di seguito analizzeremo meglio la questione ma, sopratutto, si cercherà di spiegare le gravi responsabilità di chi votò al referendum del 2011 sull'Acqua Bene Comune.

Dopo 6 anni dal quesito referendario è opportuno ricordare che l'acqua sarebbe rimasta lo stesso un bene comune. Sarebbe passata al privato la sola gestione dei servizi idrici. Inoltre, la ditta che avesse vinto la gara d'appalto, si impegnava a rimettere in sesto l'intera rete idrica con la condizione che il canone non potesse superare una determinata soglia, che è poi quella che noi oggi stiamo già pagando.

Ricordo che uno degli slogan usati durante quella campagna elettorale, era che non ci saremmo potuti fidare di un privato che gestiva l'acqua, poiché avrebbe messo a rischio la nostra salute pur di aumentare i guadagni. La cosa divertente è che, seppure la gestione sia rimasta ad enti pubblici, il 31,2% degli italiani non si fida dell'acqua che esce dai rubinetti di casa, con la conseguenza che oltre il 60% degli italiani acquista acqua in bottiglia (primi a livello europeo, secondi a livello mondiale per consumo di bottiglie d'acqua pro capite).

Passiamo ora agli sprechi: il 40% circa dell'acqua viene disperso nell'ambiente, a causa di una rete idrica "colabrodo" che non ha pari tra gli altri paesi Europei. Il Censis ha stimato che, per adeguare la nostra rete di distribuzione dell'acqua, servirebbero investimenti per 65 miliardi di euro nei prossimi 30 anni.

Come se non bastasse, lo spreco di acqua, unito ad una tariffa tra le più basse in Europa, costa allo Stato 5 miliardi di euro all'anno (come denunciato dall'Onorevole Catia Polidori, membro della commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera).

Ricordiamo inoltre che buona parte delle tubature sono realizzate in Amianto, e la mancata sostituzione è tutt'ora un problema ambientale e di salute, oltre che economico.
L'allarme arriva anche dalla Coldiretti: oltre i 2/3 dei terreni agricoli sono a rischio, nel caso in cui non ci saranno piogge nelle prossime due settimane, con conseguenti perdite per oltre un miliardo di euro nel settore agricolo.

Quando capiremo anche in questo Paese che la parola privato è sinonimo di efficienza?

Qui di seguito, una infografica riassuntiva:

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