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Elezioni in Sicilia: divisi spianeremo la strada ai grillini

Il testo dell'intervista rilasciata a Emanuele Lauria di Repubblica.

"Se siamo divisi in Sicilia spianeremo la strada alla vittoria dei grillini"

"Stiamo commettendo un grave errore in Sicilia. E se il centrodestra perde lì, regala la guida del Paese." Riecco Stefano Parisi, l'ex pupillo di Berlusconi che venne fermato sulla linea anti-Salvini. E che ora torna a rivolgersi direttamente al leader di Forza Italia. Con un appello per adoperarsi per ricomporre la netta frattura del centrodestra nell'isola dove si voterà in autunno per la Regione e dove un pezzo di Forza Italia, la Lega, una frangia autonomia e un movimento civico che raccoglie ex An e moderati ("Diventerà Bellissima") sostengono la candidatura di Nello Musumeci. Su questo fronte non sta Gianfranco Micciché, il commissario di FI in Sicilia, e l'ex ministro Saverio Romano, che dopo aver fatto saltare le primarie valutano altre soluzioni e strizzano l'occhio a grandi intese col PD. Parisi, con il suo "Energie per l'I'Italia" appoggia Musumeci e indica la via di un centrodestra "a traino liberale e popolare" allargato ad Alfano: "Per vincere a Palermo e poi alle Politiche".

Perché il voto siciliano è così importante?
"La Sicilia è un avamposto politico. Le elezioni regionali di novembre anticiperanno di qualche mese quelle nazionali e la situazione attuale è paradigmatica. Nell'isola c'è un alto rischio di vittoria dei 5Stelle. Perché è forte l'insoddisfazione nei confronti dei partiti tradizionali e perché il centrosinistra, dopo l'esperienza di governo di Crocetta, ha poche possibilità di riprendersi dal trauma. L'unica possibilità di fermare i 5Stelle è qualificare la propria offerta. Attraverso Musumeci, che è una persona onesta e di buona reputazione."

L'obiettivo delle primarie in Sicilia è sfumato nel giro di poche settimane.
"Le primarie sarebbero state certamente utili, avrebbero fornito un messaggio positivo di comunicazione. Quattro candidati avevano raccolto le firme. E' stato uno sbaglio non farle, per vicende personali. Ma ora guardiamo avanti"

La posta in ballo è elevata.
"Sì, ripeto, il pericolo di un governo 5Stelle in Sicilia è reale. E una vittoria a Palermo sarebbe prodromica a un successo a Roma. L'isola è sempre stata laboratorio, e lì cominciò l'avanzata di Grillo. Ma lancio un appello: siamo ancora in tempo, assieme alle altre forze del centrodestra che si sono sfilate dalle primarie, a lavorare insieme su una proposta di qualità. E' un invito che rivolgo anche a chi è stato alleato di Crocetta"

Allude ad Alternativa Popolare di Alfano.
"Certo, ha l'occasione di liberarsi dal rapporto con questa sinistra"

Nella sfida siciliana si ritrova accanto a Salvini...
"Beh, Salvini era con me anche alle elezioni di Milano. Io della Lega ho detto quello che pensavo e Berlusconi il 16 novembre mi fece conoscere il suo dissenso. Ma avevo ragione: mi sembra che proprio Salvini abbia fatto i maggiori strappi. Il punto non è questo: Micciché e Berlusconi comprendano che in Sicilia la partita è nazionale e che in questa regione si è trovato l'equilibrio naturale della coalizione con le forze liberali e popolari che stanno in maggioranza e aggregano noi con Salvini e Fratelli d'Italia".

C'è chi pensa che Forza Italia e i moderati del centrodestra possano avviare la Grosse koalition con il Pd.
"L'ha detto Cuffaro, mi pare. Sarebbe il più grande regale all'antipolitica. Il centrodestra ha deluso proprio perché si è omologato alle vecchie politiche, all'establishment, ai grandi interessi. Serve uno shock. La chiave sta nel riportare verso l'area liberale quegli elettori di destra che oggi votano M5S. Anche per fargliela pagare"

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