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Semplificazione e Digitalizzazione

Digitalizzazione della PA: a che punto siamo?

La digitalizzazione è uno dei maggiori volani per la crescita dei paesi occidentali, ma il rapporto tra il nostro Paese e il digitale è ancora… complicato, per usare un eufemismo. In Europa, circa il 75% della popolazione tra i 15 e 75 anni usa Internet, contro il 50% della popolazione italiana. Il 21% della popolazione europea non ha mai usato Internet, contro il 35% degli italiani. Circa il 42% dei cittadini europei usa i servizi e-government, contro il 21% degli italiani.

Il progetto “PA senza carta”, che sarebbe dovuto diventare operativo dal 12 agosto, oggi è ancora fermo al palo. Ben due miliardi di fogli di carta e circa 3,2 miliardi di euro ogni anno sarebbero stati risparmiati. Il Decreto della Presidenza del Consiglio del 2014 fissava le direttive di questo ambizioso progetto, che permetteva la leggibilità, l’immodificabilità e l’autenticità dei documenti elettronici. La carta sarebbe stata messa da parte per favorire l’introduzione di modelli da compilare online, dei cloud e della firma digitale.

Tali deficit impongono all’Italia di cambiare rotta e di migliorare la situazione in diversi ambiti applicativi. La principale area da migliorare è la Sanità. Già negli ultimi anni, grazie al Ministero della Salute che ha provveduto alla pubblicazione delle linee guida sul Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), la situazione ha lasciato lo stato di immobilizzazione. I dati del 2013 considerano che quasi il 25% delle aziende sanitarie consente di pagare il ticket online, il 50% la prenotazione online di visite specialistiche, e meno del 45% di accedere ai referti.

Per ridurre i costi, ma soprattutto le inefficienze dei servizi sanitari, il progetto “Sanità Digitale” è basilare. Lo scopo principale è di incentivare nuove tecniche informatiche e mediche come il telemonitoraggio, il teleconsulto e la telemedicina, che consentono la cura a distanza di un paziente o di fornirgli adeguati servizi sanitari a distanza. I quattro punti cardine da sviluppare sono le Ricette Digitali, il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), le prenotazioni online e la dematerializzazione delle cartelle cliniche e dei referti medici. Il futuro della Sanità digitale ha come obiettivo l’interazione dei sistemi informativi sanitari e ospedalieri con soluzioni integrate. Sarà elevato anche il risparmio sulla spesa pubblica. Infatti, strutture sanitarie potranno ridurre i costi di circa 4 miliardi l’anno. Anche il cittadino potrà usufruire di notevoli risparmi economici (circa 5,5 miliardi di euro), oltre ad un notevole miglioramento del livello del servizio.

Mentre l’informatizzazione ha lo scopo di rendere più semplici e sicure le attività umane, la sanità ha lo scopo di rendere più sicure e meno costose le attività sanitarie. Purtroppo, allo stato attuale, l’informatica è sottovalutata. Il nostro Paese non essendo sufficientemente informatizzato, ha ancora numerose amministrazioni che non si parlano. Nonostante per i medici di base siano stati messi a disposizione software potenti che permettono di gestire i propri pazienti nella maniera più opportuna, in ambito ospedaliero il tutto fatica a svilupparsi. Gli assistiti sono presenti in diversi database (ASL, medico di base, anagrafe, ecc…) che non sono in grado di interagire tra di loro. Purtroppo, le strutture ospedaliere non possono accedere ai database esterni alla struttura ed il tutto comporta un difficile lavoro per il medico ospedaliero, che non può consultare dati e informazioni relative al paziente poiché presenti su database esterni. Un paziente potrebbe aver sostenuto un esame importante per la diagnosi necessaria qualche giorno prima, magari anche in un’altra struttura ospedaliera di un’altra città, ma che purtroppo non è considerabile a causa della mancanza di interazione tra database.

Un altro ambito applicativo che stenta a decollare, e che è necessario migliorare, è la Scuola. Numerosi progetti sono nati negli ultimi anni al fine di favorire la scuola “digitalizzata”. Tra tutti, il Governo ha proposto l’uso delle Lavagne Interattive Multimediali (LIM) e nel 2012 c’è stato l’avvio del progetto “Piano Nazionale Scuola Digitale” che consente lo sviluppo dei libri scolastici in formato elettronico e permette l’offerta formativa anche in ambiti nazionali svantaggiati. Sempre nel 2012, la legge di stabilità ha proposto, al fine di rendere la comunicazione scuola-famiglia più immediata e costante, numerosi strumenti. Tra tutti si evidenzia lo sviluppo della pagella in formato elettronico (o pagella online), i registri elettronici del docente e di classe e la procedura di iscrizione online per gli studenti. Inoltre, la legge 107 per l’anno scolastico 2015/2016 ha previsto un investimento di circa 90 milioni di euro e 30 milioni per gli anni scolastici successivi. Purtroppo, nonostante il cospicuo e costante piano di investimenti, il registro elettronico viene usato in meno del 70% degli istituti scolastici. Anche il registro dei professori non ha raggiunto il 75%. La causa principale è dovuta alla mancanza di una struttura informatica adeguata. La “digitalizzazione della Scuola” comporterebbe una forte riduzione della spesa pubblica per milioni di euro ogni anno, dovuta al risparmio del costo della carta. Sono in fase di sviluppo numerosi strumenti tecnologici in ambito scolastico che andrebbero a costituire il processo di “dematerializzazione”: tra tutti è bene ricordare il fascicolo elettronico degli alunni, che permetterebbe l’archiviazione e conservazione dei documenti personali dell’alunno durante tutto il periodo scolastico in formato digitale. Per l’attuazione della pagella elettronica, le scuole possono optare tra numerose metodologie di comunicazione alla famiglia. La più diffusa è senza dubbio l’uso della posta elettronica. Vari edifici scolastici consentono l’accesso al portale della scuola, che permette l’accesso ai servizi online che l’istituto mette a disposizione degli alunni ed in maniera limitata solo ai genitori. In tal caso, per ogni alunno dovrebbe essere messo a disposizione un account (accesso garantito solo tramite password o codici personalizzati). L’idea potrebbe essere estesa anche per comunicare alla famiglia le assenze e ogni altra comunicazione o interrogazione dell’alunno in real-time e con una email di notifica.

Il terzo ambito applicativo che necessita un pronto e deciso intervento “digitale” riguarda i servizi PA locale. Attualmente, quasi il 20% dei Comuni italiani consente l’erogazione di servizi che possono essere svolti totalmente online, nonostante quasi tutti dispongano di un sito web. Solo negli ultimi anni i Comuni capoluogo hanno visto la realizzazione di servizi fondamentali per la crescita nazionale. Tra tutti ricordiamo gli opendata, i Servizi per la mobilità, i Servizi per il turismo, la Sicurezza urbana e i Pagamenti Elettronici. È necessario però sottolineare la rappresentazione eterogenea delle regioni più innovative. Le Regioni del Settentrione (principalmente la Lombardia, il Trentino e l’Emilia-Romagna) e del Centro sono i territori più propensi ad una svolta tecnologica.

Ad oggi per aiutare(agevolare) la trasformazione digitale sono stati definiti alcuni sistemi come: il Sistema Pubblico di Connettività (SPC). Tale sistema consente l’interoperabilità e la connettività delle pubbliche amministrazioni mediante l’ausilio di regole tecniche, linee guida ed infrastrutture. Il SPC potrebbe essere combinato all’accesso Wi-Fi per tutti gli edifici pubblici. Un altro progetto utile per migliorare la “digitalizzazione” del Paese è il Servizio Pubblico d’Identità Digitale (SPID). Lo SPID permette un accesso protetto e sicuro ai servizi digitali della Pubblica Amministrazione e dei soggetti privati interessati all’adesione per tutte le aziende e per i cittadini e l’utilizzo di strumenti multipiattaforma consente la soddisfazione di un requisito fondamentale: l’usabilità. Oltre al SPC e al SPID, è nato il progetto di Digital Security per la PA. Quest’ultimo nasce per permettere nuovi livelli di servizi da fornire ai cittadini e alle imprese e permette di aumentare il livello di sicurezza delle comunicazioni e informazioni digitali.

Inoltre, le piattaforme in cui è possibile sfruttare i progetti definiti in precedenza sono varie. È utile ricordare l’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR). Oggi la gestione dell’anagrafe della popolazione è frammentata in più di 8000 banche dati, ognuna a rappresentare i residenti del singolo Comune. Come se ciò non bastasse, le banche dati sono tra di loro diverse e i loro tracciati record sono a volte interoperabili. L’ANPR è la soluzione al problema della distribuzione complessa e differente delle banche dati, fornendo una sola banca dati centralizzata che sostituirà sia l’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE), che le Anagrafi Comunali. Un altro terreno percorribile riguarda il Sistema dei Pagamenti Elettronici (chiamato Pago PA). Tale infrastruttura consente ai cittadini e alle aziende di eseguire tutti i tipi di pagamento per le pubbliche amministrazioni in modalità online dove ogni pagamento ha associato un codice riscontrabile online.

Un passo fondamentale per sviluppare la digitalizzazione in Italia si è visto con la fatturazione elettronica. Dal 31 marzo 2015 le PA non possono più ricevere fatture se non in formato digitale. Divenuta obbligatoria il 6 giugno 2014, la fatturazione digitale, e usata dai Ministeri, gli enti di previdenza e assistenza sociale e le Agenzie fiscali.

Ulteriori ambiti da digitalizzare riguardano gli OpenData e la Giustizia Digitale. Per quanto riguarda la Giustizia Digitale è necessario affermare che il Ministero della Giustizia al fine di garantire un più alto grado di trasparenza di dati associati alle sentenze e cause per l’avvocatura e per i cittadini, per diminuire sostanzialmente i costi e per permettere una gestione di alto livello dei servizi di cancelleria, ha incentrato innumerevoli sforzi e risorse per l’informatizzazione del processo penale e del processo civile. Tra tutti i lavori di investimento è bene sottolineare la digitalizzazione degli atti, della gestione delle notifiche e della gestione documentale. Purtroppo, attualmente le pubbliche amministrazioni hanno numerose difficoltà a pubblicare dati aperti e soprattutto ad eseguire gli aggiornamenti relativi.

Due nuovi ed interessanti ambiti di applicazione della digitalizzazione riguardano l’agricoltura ed il turismo. L’agricoltura, dal 2010, vive la crisi dovuta al calo costante dei prodotti acquistati. Il “Piano Agricoltura 2.0”, presentato dal Ministero delle Politiche Agricole il 18 novembre 2014, ha cercato di eliminare la burocrazia inutile e di ridurre l’uso della carta. Tale piano ha l’obiettivo di eliminare il ricorso a processi non informatizzati e di ridurre il carico burocratico per gli agricoltori, al fine di migliorare la semplificazione amministrativa mediante innovazione tecnologica. Per ciò che riguarda l’area turistica, è bene ricordare che il turismo internazionale è un’attività in crescita costante. Inoltre, il web ha contribuito a tale crescita in maniera forte e decisa. Purtroppo, la crescita del fenomeno del turismo non è valsa in Italia. Anche la crisi economica ha contribuito a portare il settore turismo ad una situazione di decrescente competitività rispetto al contesto internazionale. Quindi, anche in questo caso, il mondo tecnologico può incentivare, a valorizzare il patrimonio culturale del nostro Paese, mediante la digitalizzazione di servizi e di informazioni, fornendo una mappatura dei siti di interesse storico, artistico e culturale.

La digitalizzazione in Italia si sta affermando, ma troppo lentamente. Bisogna incentivare l’uso di Internet per allinearci ai Paesi europei. In ambito sanitario è necessario incentivare e migliorare lo sviluppo delle recette digitali, del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), delle prenotazioni online e della dematerializzazione delle cartelle cliniche e dei referti medici. È necessario provvedere all’interazione dei sistemi informativi sanitari e ospedalieri con soluzioni integrate. In ambito scolastico bisogna incentivare lo sviluppo delle Lavagne Interattive Multimediali (LIM), della pagella in formato elettronico (o pagella online), dei registri elettronici del docente e di classe e della procedura di iscrizione online per gli studenti. La digitalizzazione deve affermarsi anche riguardo i servizi di PA locale. Tra i servizi fondamentali che attualmente mette a disposizione ricordiamo gli opendata, i Servizi per la mobilità, i Servizi per il turismo, la Sicurezza urbana e i Pagamenti Elettronici. Due nuovi ed interessanti ambiti di applicazione della digitalizzazione riguardano l’agricoltura ed il turismo. Nel primo caso, l’informatizzazione ha cercato di eliminare la burocrazia inutile e di ridurre l’uso della carta. Nel secondo, mediante la digitalizzazione di servizi e di informazioni, si tenta di valorizzare il patrimonio culturale del nostro Paese. Questo potrebbe aiutare a fornire una mappatura dei siti di interesse storico, artistico e culturale. L’Italia ha incentrato innumerevoli sforzi e risorse per l’informatizzazione del processo penale e del processo civile. Tra tutti i lavori di investimento è bene sottolineare la digitalizzazione degli atti, della gestione delle notifiche e della gestione documentale. Infine, l’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR) ha fornito la soluzione al problema della distribuzione complessa e differente delle banche dati, fornendo una sola banca dati centralizzata che sostituirà sia l’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE), che le Anagrafi Comunali.

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Nato ad Avellino il 3 Aprile 1982. Nel 2005 ho conseguito la Laurea con lode in Informatica presso l'Università degli Studi di Salerno, con tesi sull'Interazione Uomo Macchina. Nel 2008 ho conseguito la Laurea Specialistica con lode in Informatica presso l'Università degli Studi di Salerno, con tesi sulla Simulazione. Lavoro dal 2009 nel settore Informatico. Attualmente sono analista/programmatore. Nel 2009 mi sono trasferito a Milano per lavorare in ambito Informatica bancaria (area Finanza). Dopo due anni e due mesi mi sono trasferito a Roma. Nutro interesse verso i linguaggi di programmazione, ottime competenze matematiche (in particolare nel campo statistico e tecniche di ottimizzazione e simulazione) e swarm intelligence. Spero di poter dare un forte contributo per risvegliare il Paese.

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