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Cultura / Idee

Cultura, lavoro, sistema televisivo e istituti italiani di cultura all’estero

  • Censimento ed emersione di spazi con potenziali per utilizzo culturale

La provincia italiana è piena di piccoli tesori, teatrini poco utilizzati o da ristrutturare, fabbriche abbandonate da riconvertire, auditorium mai aperti, sale cinematografiche chiuse, scuole abbandonate.
Tutto questo patrimonio può essere catalogato e utilizzato creando lavoro e servizi per nuovi spazi di formazione, commercializzazione, scambi, aggregazione, sperimentazione. Questo al fine di creare un visibile fermento creativo e un dinamico risveglio culturale in settori diversi, coordinati tra di loro: musica, design, pittura, multimedia, teatro, cinema, scienza.

  • Nuova politica servizio pubblico Rai

A questa "rivoluzione" si deve aggiungere un nuovo e totale utilizzo di una rete Rai che rappresenterà dinamicamente i nuovi progetti creativi culturali, sostenendoli e diffondendoli, anche al fine di allargare la partecipazione e di offrire una possibilità a chi pensa di avere nuove e realizzabili proposte culturali. Tutto questo sarà coordinato da un board con esponenti di differenti discipline.

Inoltre nelle teche Rai esiste un patrimonio immenso, molto di questo è stato restaurato e digitalizzato, ma è necessario provvedere a digitalizzare il restante che abbia un valore culturale e proseguire questa attività in campo teatrale, musicale ( che si blocca a circa vent'anni fa!) con produzioni proprie ( bastano 1,2 per anno) ed acquisizioni di diritti.

  • Ristrutturare e rivedere tutto l'apparato che riguarda la promozione e la diffusione della cultura italiana all'estero e la commercializzazione del prodotto culturale italiano nel mondo

Questo è un problema molto vasto ed importante che fino ad oggi ha contribuito più negativamente che positivamente rispetto ai fini istituzionali di ciascun Ente. Per questo la politica verso l'estero e nei paesi esteri va totalmente cambiata. Bisogna ripensare tutta l'attività dell'ICE e degli Istituti di Cultura, oggi spesso carrozzoni poco utili e antiquati, senza coordinazione e con politiche miopi e da circoli paesani da una parte o di "salotti buoni" dall'altra

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Foto del profilo di ebeluffi
Attualmente: Coordinatore del gruppo di lavoro_Cultura di Energie PER l'Italia. Curatore di ottanta mostre (aggiornamento dicembre 2016) in gallerie private e autore delle relative pubblicazioni, fra cui una monografia Skira. Articolista de Il Giornale OFF, inserto culturale de Il Giornale (web e cartaceo). Pregresso: Collaboratore di Exibart, Artribune, Espoarte, ArtsLife. Editore di una rivista d’arte, già cartacea e ora online (kritikaonline.com), attualmente conservata al Centre Pompidou e presentata a diverse fiere internazionali d'arte contemporanea. Archivista presso Fondazione Biblioteca di via Senato. Articolista del settimanale Il Domenicale(2005/2006). Promotore editoriale presso Mursia e svariate agenzie di comunicazione -Armando Testa, Saatchi and Saatchi, Loewe Pirella, Leo Burnett et cetera (2007). Assistente personale del gallerista Massimo Carasi (The Flat Massimo Carasi, Milano) e dell'artista Anna Valeria Borsari (Fondazione Ar.Ri.Vi - Archivio Ricerche Visive, Milano). Publiredazionali in agenzia di pubblicità specializzata nel settore librario e bibliotecario (Argentovivo srl, Milano). Archivista presso Biblioteca d'Arte del Castello Sforzesco di Milano (2004) e Ciessevi, Centro Servizi per il Volontariato della provincia di Milano (2003). Laureato in Filosofia, vivo e lavoro a Milano.

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1 Commento su "Cultura, lavoro, sistema televisivo e istituti italiani di cultura all’estero"

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Molti paesi, tra cui Germania, Francia, Turchia, Russia, Cina, Israele, Giappone hanno un canale di notizie e di cultura nazionale in lingua inglese per promuovere il proprio paese, attirare turisti e fornire “il proprio punto di vista” su questioni internazionali. L’Italia avrebbe tatno da raccontare in termini paesaggistici, ambienatali, storici, artistici, enogatronomici, della propria manifattura ecc.

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