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Sicurezza

Contrasto ai flussi migratori clandestini e ruolo delle ONG. I corridoi umanitari utile strumento

Ho la convinta certezza che la questione migranti vada affrontata nella sua complessità, non limitandosi a gestire – quando va bene – il recupero in mare o lo sbarco: queste sono le fasi finali di un lungo percorso che noi dobbiamo contribuire a contenere, sulla base delle nostre esigenze e nel rispetto del diritto internazionale, e gestire con il buon senso: urlare per amplificare i problemi non serve, è necessario proporre e adottare soluzioni concrete.

Neppure dobbiamo lasciare che soggetti privati fuori controllo, come le organizzazioni non governative (ONG), agiscano a scapito e in deroga alla legge nazionale sull'immigrazione.

In primo luogo dobbiamo essere consapevoli che quello che stiamo affrontando noi oggi, con grande sforzo, non è un'emergenza, bensì un fenomeno strutturale che vedrà muoversi, nei prossimi vent'anni, decine di milioni di persone dai continenti africano e asiatico verso l'Europa e per il 2017 sono previsti da 250mila a 350mila migranti verso l'Italia (contro i 180mila del 2016). Sulla base di questa consapevolezza noi intendiamo realizzare nell'immediato un 'piano strategico' di controllo e gestione dei flussi migratori, procedendo parallelamente in una strategia energica finalizzata a dare impulso e sviluppo alle economie di quei paesi, prevalentemente attraverso la Cooperazione internazionale del ministero degli Affari esteri e progetti incentivanti gli investimenti privati di aziende italiane; il tutto sulla base di accordi bilaterali con i singoli paesi.

In secondo luogo, devono essere stabilite, e rispettate, le quote per l'immigrazione legale, con priorità assoluta di accesso ai richiedenti asilo e ai profughi di guerra, anche attraverso la costituzione di corridoi umanitari; ma saranno prese in considerazione solo le domande di quei migranti economici che le inoltreranno nei loro paesi di origine, tramite consolati o uffici appositamente creati. Nessun migrante economico clandestino sarà autorizzato a sbarcare in Italia illegalmente.

Infine, attraverso la realizzazione di quanto da noi già indicato, è necessario impegnarsi concretamente nel contrasto alla tratta di esseri umani attraverso il Mediterraneo e verso l'Italia, modificando l'impegno della Marina militare e disincentivando l'attraversamento del Mediterraneo e mettendo bene in chiaro quale può essere il perimetro d’azione delle ONG che, per poter operare in maniera strutturata e continuata dovranno farlo con un ufficiale di polizia giudiziaria a bordo come suggerito dal procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro; inoltre insistiamo sulla necessità di agire attraverso la promozione di Centri di assistenza e raccolta migranti al di fuori del territorio europeo dove potranno essere presentate le domande di asilo o la richiesta di permessi di soggiorno. Ciò consentirà di colpire il business miliardario delle organizzazioni criminali che lucrano sul traffico umano, ed evitare che soggetti privati, quali le organizzazioni non governative, straniere o italiane, possano anche indirettamente contribuire a tale business criminale e all'aumento di vittime in mare

E in questo senso mi auguro che le procure siciliane, compresa quella di Catania in cui opera egregiamente Zuccaro, possano lavorare senza intralci, politici e ideologici, al fine di fare chiarezza su una situazione pericolosamente sottovalutata.

È necessario proporre soluzioni serie e praticabili, e questo facciamo e continueremo a fare.

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Foto del profilo di Claudio Bertolotti
Analista strategico, docente di "Analisi d'Area", esperto di Difesa-Sicurezza. Già capo-sezione Contro-Intelligence e Sicurezza della NATO in Afghanistan, si occupa di aree di crisi, interesse strategico nazionale, dialogo interculturale, internazionalizzazione e, in particolare, di flussi migratori, terrorismo, conflittualità e dinamiche sociali del Medioriente e del Nord Africa. Collabora con Università e con importanti think tank e centri istituzionali e privati, italiani e stranieri, in qualità di esperto in Conflict, Security e State Building. Ha sviluppato il seminario di “Cultural awareness” a favore dei contingenti militari in operazioni dal 2009 al 2016, ed ha operato e opera come SME (Subject Matter Expert) per organizzazioni governative e la NATO, in particolare il Centro di Eccellenza NATO “Human intelligence” contribuendo allo sviluppo della linea guida sugli aspetti umani dell’ambiente operativo. Ha scritto oltre 150 tra libri, saggi e articoli in tema di sicurezza e terrorismo. È laureato in Storia contemporanea, specializzato in Sociologia dell’Islam e dottore di ricerca in Sociologia e Scienza Politica, indirizzo Relazioni Internazionali. Infine, da buon Alpino, è appassionato di sci alpinismo.

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1 Commento su "Contrasto ai flussi migratori clandestini e ruolo delle ONG. I corridoi umanitari utile strumento"

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Caro Claudio, si, ovviamente condivido, senza nascondermi le difficoltà dell’impresa ed aggiungendo che, cosa che tu non dici, comprensibilmente, è quasi impossibile fare qualcosa di concreto con le MANI PULITE …. Impedire gli imbarchi dalla costa africana implica L’USO DELLA FORZA , con tutte le conseguenze di ordine politico a livello internazionale che la cosa comporta, ma serve IL CORAGGIO DI FARLO. Putin non usa guanti bianchi quando sbarca in Siria, come in Crimea o Ucraina. Ne paga il prezzo, anche, ma lo fa. Fermare i flussi non può essere GRATUITO per noi. Bloccare i migranti nei paesi d’orgine dando… Leggi di più
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