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Sanità

Considerazioni sul sistema delle tossicodipendenze in Italia

Il consumo di sostanze stupefacenti interessa la nostra società dagli anni 70 ed ha sempre costituito una piaga sociale ma anche una minaccia costante: in passato, parlare di dipendenza da sostanze è sempre stato moralmente disdicevole, oggi invece c'è sempre più tolleranza nei confronti delle sostanze; drogarsi, purtroppo, è diventato quasi normale! Ma, malgrado se ne parli sempre meno perché si tollera sempre più il problema, non significa che il fenomeno sia in diminuzione, tutt'altro! Ci si dimentica spesso e volentieri che drogarsi nuoce gravemente alla salute e impedisce alla persona di realizzarsi. Tutti sanno che la droga fa male, ma non basta sapere, bisogna agire sulla prevenzione e sulla cultura della salute!

La concezione del vero tossicodipendente per molti -troppi- anni è stata quella dell'eroinomane con la siringa in mano, ma oggigiorno tale visione è ormai superata; negli ultimi 25 anni abbiamo visto l'evoluzione  dal classico eroinomane a varie tipologie di tossicodipendenti che assumono più sostanze contemporaneamente; all'interno della nostra struttura la stragrande maggioranza degli utenti associa l'utilizzo di cocaina all'abuso di alcool. Ciò viene favorito anche dal proliferare di  nuove sostanze di sintesi chimica e naturali, differenti in base al paese di provenienza ed al contesto socio-economico. Tra le nuove dipendenze, riscontrate soprattutto nella nostra utenza, troviamo il gioco d'azzardo, il quale ha subito negli ultimi anni un aumento esponenziale. Spesso e volentieri, il poliabusatore è portato a sviluppare anche dipendenza da internet, o dal sesso, ma anche da psicofarmaci per “scappare e distrarsi”  dalle sofferenze e dalle frustrazioni della vita; quest'ultima è molto pericolosa per la salute psico-fisica dell'individuo.

Queste poli assunzioni provocano delle problematiche a livello psicologico, vista la forte incidenza di persone con medio-gravi disturbi psichiatrici che assumono anche sostanze; ma, quale è la causa e quale la conseguenza? Nemmeno i servizi sono in grado di dare una risposta, ma, sembra che l'abuso incontrollabile di nuove sostanze fabbricate con metodi rudimentali e di fortuna, provochi un aumento delle diagnosi psichiatriche.

Così come gli assuntori di sostanze sono aumentati sempre più, anche la percentuale femminile di assuntrici è cresciuta notevolmente. Non è più solo l'emarginato, nelle stazioni ferroviarie, nei parchi pubblici e sotto i ponti, ma il tossicodipendente che si trova in ogni contesto lavorativo e sociale: dal pizzaiolo, all'avvocato, al medico, allo chef, al calciatore; ovunque, anche nei piccoli paesini di provincia. La droga è democratica: come la morte, la tossicodipendenza può colpire chiunque, quando meno te lo aspetti, a qualsiasi età e non risparmia nessuno!

Come addetti ai lavori vediamo che gli interventi di riduzione del danno, come ad esempio la distribuzione di materiale sterile gratuito (siringhe, tamponi, acque) ai tossicodipendenti, non si sono rivelati efficaci rispetto al problema; a nostro parere occorre lavorare maggiormente sulla prevenzione, a monte.

L'utilizzo delle terapie sostitutive da parte dei servizi pubblici (es: Metadone) è, a nostro parere, una  modalità adeguata per agganciare il tossicodipendente e cercare di aiutarlo con interventi di supporto ed analisi, ma non può essere la risposta permanente alle sue sofferenze e ai suoi bisogni.

I dati nazionali rivelano che il tasso di copertura dei servizi socio-sanitari pubblici nel settore dipendenze è dello 0,7%: in poche parole lo Stato non è in grado di fornire risposte adeguate di cura in rapporto ai bisogni espressi. Come se il fenomeno della dipendenza da sostanze in Italia fosse quasi inesistente!!

Nell'attuale momento storico costellato da quotidiane emergenze, è indispensabile che gli addetti ai lavori e il mondo delle istituzioni abbiano la lucidità e capacità di riportare l'attenzione al fenomeno delle dipendenze nella loro complessità e pericolosità.

Da qui devono conseguire politiche serie, non di liberalizzazione -facilitate dai luoghi comuni pericolosi che distinguono le pesanti dalle leggere-:

- va ridotta la politica della riduzione del danno, il metadone non è una campana per isolare a vita un disagiato ma al limite un metodo farmacologico (peraltro dannoso quanto le droghe) utile per poter inserire in percorsi riabilitativi il dossicodipendente .

- vanno facilitate e snellite le assurde procedure burocratiche che impegna le comunità più del 60% del loro tempo in burocrazia piuttosto che in recupero

 

Articolo redatto con l'aiuto e il confronto di operatori di comunità 

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