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Cultura

Cinquant’anni fa, la primavera di Praga

Sembrano in pochi a ricordarlo, ma Energie PER l'Italia non può non farlo.
In quell'inizio anno il riformista slovacco Alexander Dubcek salì al potere, e continuò a governare  fino al 20 agosto dello stesso anno, cioè fino all'invasione dell'Unione Sovietica e dei suoi alleati del Patto di Varsavia.

I Comunisti italiani, che in Ungheria nel '56 si erano schierati in blocco con l'Urss, iniziarono timidamente a prendere le distanze. Non ruppero però con Mosca.
Contro i carri armati in quegli anni i giovani comunisti balbettavo e fra i giovani socialisti emergeva Bettino Craxi. Questi, anche per la profonda conoscenza delle dinamiche del socialismo reale, non esitò un attimo e fin dal primo momento si schierò per le libertà. Nel '68 divenne, per la prima volta, parlamentare. In quegli anni conobbe Jiří Pelikán, promotore della "Primavera di Praga". Negli anni successivi lo avrebbe eletto, in Italia, al Parlamento europeo per dare rappresentanza ai diritti, una speranza agli esuli, uno schiaffo ai militari russi.
Alcuni anni dopo Craxi inaugurò 'la biennale del dissenso'. Per dare voce ai dissidenti, per dare voce a chi si opponeva alla dittatura sovietica, mentre fiumi di rubli riempivano le casse del Pci..

A cura di Gennaro Salvatore

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