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Il Centrodestra deve dare le carte. E’ impossibile un governo con 5 Stelle

Stefano Parisi, leader di Energie PER l’Italia, le trattative per il governo sono a un punto fermo…

Siamo in una situazione di grande fragilità istituzionale e il Paese non può permetterselo. Non avere un governo con la nostra situazione economica e in un contesto internazionale così complesso ci penalizza enormemente.

Ma è difficile comporre una maggioranza con questo parlamento…

Io sono convinto che tocchi al Centrodestra fare una proposta al Parlamento cercando chi è disponibile sulla base di alcuni punti di programma della coalizione.

Con il Movimento 5 Stelle?

Con loro sarebbe un grave danno per il Paese e per il Centrodestra.

Come mai?

Penso che siano un’espressione politica che è esattamente l’opposto di quello che il Centrodestra rappresenta. Una forza politica che preferisce l’ozio al lavoro. Che vuole dare un reddito a chi non lavora, invece di dargli un’occupazione. Che sostiene una strenua politicizzazione della magistratura e invita il pm Nino di Matteo alle sue convention. Che punta tutto sulla spesa pubblica invece che sullo sviluppo. È l’opposto di quello di cui ha bisogno il Paese.

Nelle ultime settimane M5S sembra più moderato…

Non bisogna farsi ingannare dalla giacca e la cravatta di Di Maio. Stanno solo dissimulando la loro vera intenzione che resta quella di sovvertire il nostro Paese. Anche dal punto di vista della collocazione internazionale, che invece deve rimanere quella europea e del Patto Atlantico. Sono profondamente antidemocratici, basta guardare lo statuto dei gruppi. Fanno in modo che tutto sia deciso dall’alto, con tanto di multa ai parlamentari che si prendono la loro autonomia. Vogliono instaurare un regime antidemocratico dissimulato da slogan sulla democrazia diretta. Un governo con loro sarebbe drammatico per le nostre istituzioni e per la nostra economia che resta fragilissima.

Quindi lei propone un governo con il Partito Democratico?

Io intanto penso sia stato un errore far dare le carte a Di Maio. La prima coalizione è quella del Centrodestra e tocca al Centrodestra aggregare consensi su delle proposte concrete, che poi sono quelle del programma. Bisogna fermare la partita e ripartire da qui.

Senza il Movimento 5 Stelle…

E' comunque impossibile che accetti il confronto se si parte da una politica per lo sviluppo, dalle infrastrutture, dalla revisione del codice degli appalti e dalla riforma della giustizia. Più facile che accettino il confronto alcune importanti componenti del PD e del gruppo misto.

(Tratto da Il Giornale, intervista di Antonio Signorini)

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