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Idee

Centrodestra: il coraggio di cambiare

di Stefano Mei

La speranza ha due bellissime figlie: lo sdegno e il coraggio. Lo  sdegno per la situazione attuale delle cose e il coraggio per cambiarle, o perlomeno provarci. Questa frase di Pablo Neruda deve essere la base o meglio ancora, il primo mattone che il centrodestra italiano, quello che verrà (con la speranza che venga), deve posizionare per poter essere credibile e poi poter tornare nuovamente una forza politica di governo. Perchè indubbiamente la prima fa l’effetto domino sulla seconda.

Ma nel merito del discorso in che cosa consiste lo sdegno? In principio per aver tradito i propri elettori, che negli ultimi vent’anni avevano riposto nel centro-destra la speranza di un cambiamento radicale del Paese, ma che si è fermato solamente a dissidi interni, allestimenti di roghi per chi all’interno della coalizione voleva esprimere la sua opinione, magari non in sintonia con il leader. Doveva essere il centro-destra della moralità, del senso dello Stato, della Nazione ed invece è stato ( o almeno l’impressione c’è stata) un centro-destra individualista, elitario, lontano dai problemi delle persone, non in senso umano, per carità, ma appunto politico. Ci sono molte persone, che sposano le idee del centro-destra, ma vista la mancanza di un leader autorevole, ma non autoritario, rigido ma allo stesso tempo umano, temono addirittura di esporsi ad un discorso politico che può avvenire in una piazza tra amici o ad un ristorante o in qualsiasi luogo di dialogo e discussione. É certamente vero che in Italia sin dal dopo guerra quando si parlava di destra si faceva riferimento subito al fascismo con conseguente esclusione sociale e cacce alle streghe ipocrite più che mai.

Ci sono molti argomenti da cui poter prendere spunto per migliorare la qualità del lavoro. A cominciare dall’immigrazione. Fortunatamente è stato allontanato, almeno momentaneamente l’approvazione dello Ius Soli. In un momento in cui la crisi economica dà ancora parecchi problemi ai cittadini italiani l’approvazione dello Ius Soli avrebbe creato ancor più tensioni sociali. Ma è un tema che prima o poi dovrà essere affrontato. La domanda è questa: come si comporterebbe il centro-destra se dovesse essere alla guida di un governo? Si limiterebbe solamente alle ruspe o agli slogan “padroni a casa nostra” (cosa comunque giusta) o elabora un piano che consenta l’integrazione con regole ferree, legate all’apprendimento culturale, al rispetto delle nostre culture, le nostre tradizioni, all’allontanamento definitivo di un cittadino straniero che ha commesso un’illegalità?

Questione lavoro: ho letto in un’intervista rilasciata da Stefano Parisi circa la possibilità di decidere in azienda alcuni trattamenti. É un discorso molto interessante, ma per prima cosa devono essere sempre garantiti i minimi contrattuali e le indennità di trasferta, nel caso in cui un lavoratore operi fuori sede. Questo perché il centrodestra del futuro deve saper prendere le difese di un lavoratore dipendente, quando lo stesso è stato ricattato o sfruttato dal proprio datore di lavoro, evitando così di avere un atteggiamento elitario di cui ho accennato nelle righe precedenti. Solo così facendo si avrà una formazione politica autenticamente popolare oltre che autenticamente liberale. E ancora…. E ancora…. il valore della meritocrazia legata ad una riforma della pubblica amministrazione. Si deve avere il coraggio di dire (qualcuno lo fece anni fa) che all’interno dei pubblici uffici, chi lavora di più e chi lavora meglio deve – e dico deve – essere pagato di più rispetto a chi entra in ufficio a scaldare la sedia o a passare più tempo al bar che in ufficio.

Ci sarebbero ancora tanti altri temi che si devono affrontare e che si dovranno affrontare, ma intanto si deve cominciare riconoscere gli errori fatti in passato (lo sdegno) e proporre soluzioni valide (il coraggio).

 

 

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2 Commenti su "Centrodestra: il coraggio di cambiare"

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Stefano Mei
Iscritto

Caro Roberto, grazie mille per essere intervenuto. In riferimento al tuo intervento mi preme fare un commento riguardo alla presentazione all’elettorato: dobbiamo avere la consapevolezza e la certezza di collocarci nel perimetro politico del centro-destra. Sostenendo di fare una base solida di centrismo moderato liberale o laburista rischia di creare confusione ulteriore fra gli elettori che magari ripiegherebbero in altre sponde. Cosa ne pensi? Ti consiglio di leggere un’articolo successivo al mio in cui completa sostanzialmente quello che ho scritto.
Grazie nuovamente.

Con Stima

Stefano Mei

Roberto Pisani
Iscritto

Da Roberto Pisani
Segretario Nuovo PSI Area Metropolitana Genova
Energie per L’Italia

Preg.mo Stefano condivido pienamente le Tue opinioni.

E’ necessario un cambiamento importante per giungere
a portare alla guida del nostro paese una classe politica e dirigente
all’altezza.

A mio giudizio sarà giocoforza adeguarsi al sistema elettorale
proporzionale in vigore e presentarsi all’elettorato con una base solida di
centrismo moderato, liberale ed allo stesso tempo laburista per affrontare
gli estremismi e populismi emergenti.

Con questa formula non sarebbe necessaria alleanza alcuna preelettorale,
ma solo valutazioni di risposta ad un bisogno di governabilità nazionale (in coalizione)
che si presenterà a partire dal giorno successivo alle elezioni politiche.

Ringrazio per l’attenzione

Roberto Pisani

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