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Riforme istituzionali

In tanti ai gazebo di Energie PER l'Italia, voteremo Sì al referendum per l'autonomia!

In tanti oggi hanno animato i nostri gazebo per il referendum sulla autonomia, a Milano e in altre città della Lombardia, Brescia, Como, Lecco, Mantova, Milano, Monza, Pavia, Sondrio e Varese. Una giornata di mobilitazione riuscita e a pensarci bene straordinaria per un movimento giovane come il nostro. Una giornata che dimostra come e quanto Energie per l’Italia si stia radicando nei territori, e con quanta passione e con quanto impegno i nostri sostenitori e militanti si avvicinano all’appuntamento del prossimo 22 ottobre. Grazie a tutti! Al referendum voteremo Sì per avere più autonomia, che per noi non significa dare più soldi alle regioni ma tagliare le tasse ai cittadini, ridurre la spesa pubblica e aumentare gli investimenti in infrastrutture.

Una Roadmap per la riforma dei Trattati Europei

di Luca Bonofiglio *su Open_Esteri gli articoli dei partecipanti del gruppo Esteri di Energie per l’Italia. Segui il dibattito.* Dopo anni di crisi profonda dell’Unione europea, si sta aprendo una finestra di opportunità per il rilancio dell’Europa. Ci troviamo di fronte a due novità rispetto al passato: una maggiore consapevolezza europea da parte dei leader nazionali e un rinnovato mandato popolare a favore dell’Europa. Come si è visto nei risultati elettorali in Austria, Olanda, Francia e si vedrà probabilmente in Germania, forse in Italia. Il governo francese ha interpretato questa fase di cambiamento proponendo la riforma dei Trattati europei. È un fatto epocale. L’ultima volta è successo nel 2001 con la Dichiarazione di Laeken attraverso cui i Capi di Stato e di Gov...

Legge elettorale: perché coniugare rappresentanza e stabilità

di Gianluca Filippazzo Dopo quasi un mese dal fallimento dell’accordo sulla legge proporzionale alla tedesca, i partiti tornano a parlare di tutto tranne che delle regole elettorali per le prossime elezioni: la classe dirigente italiana dimostra ancora una volta di non riuscire a vedere oltre il proprio naso, col rischio di giungere a una campagna elettorale possibilmente condotta sulla base di regole inidonee ad assicurare stabilità alle prossime elezioni. Con i due diversi sistemi elettorali validi per i due rami del Parlamento, il rischio che il giorno dopo le elezioni si rechino dal Presidente della Repubblica per le consultazioni decine di delegazioni, con la conseguente impossibilità di creare una maggioranza stabile, è straordinariamente forte. Neppure pare realizzabile l’auspicio d...

Noè, la Costituzione e la fila per l’imbarco dei poteri italiani

di Salvatore Domenico Zannino Fuori piove. Piove e tira vento. È dai primi anni 90 per la verità, da quando sotto le macerie del muro di Berlino vi rimase anche la c.d. Prima Repubblica. Allora tangentopoli e la finanziaria del governo Amato da novantamila miliardi, con tanto di prelievo sui conti correnti, segnalarono rumorosamente agli italiani che un’epoca si era chiusa ed avrebbero dovuto ripensare il loro patto fondamentale. Le regole profonde su cui ricostruire la loro comunità. Non lo facemmo, quello che rimaneva del potere politico provò solo a sostituire chi c’era prima e, ad ondate successive, i più improbabili salvatori della patria si sono abbattuti su questo povero Paese. Oggi i Cinque Stelle, ieri la Lega (chi preferisce ci metta pure Berlusconi e la sua “cacciata dei p...

Una legge elettorale non basta

Le sole leggi elettorali non garantiscono la stabilità politica. Questo assunto che sembra banale pare non essere chiaro ai più importanti esponenti politici che in questi giorni stanno lavorando al cosiddetto Tedeschellum. I sistemi elettorali, se calibrati sulle caratteristiche dei sistemi politici nazionali, possono agevolare la rappresentanza e le istanze dei diversi gruppi sociali. Tuttavia non bastano a garantire, esse sole, la stabilità: possono semplicemente favorirla o limitarla. Per garantire stabilità e governabilità servono infatti dei dispositivi costituzionali specifici che limitino gli elementi deteriori del parlamentarismo. Per evitare le degenerazioni assemblearistiche, dunque, si possono utilizzare alcuni accorgimenti costituzionali: 1) Il rafforzamento dei poteri del Pre...

Bene il sistema tedesco, ma manca ancora qualcosa

di Giovanni Savoia Pare che l’accordo su una legge elettorale “alla tedesca” tra le maggiori forze politiche in Parlamento sia stato trovato, e sia solido. È certo un bene, dopo mesi e mesi trascorsi nella palude originata dalla sonora bocciatura della riforma costituzionale nel referendum del 4 dicembre scorso. In attesa di leggere il testo definitivo del disegno di legge che verrà portato all’approvazione delle Camere – perché, in questa materia, i dettagli contano, eccome – si possono formulare alcune considerazioni sul sistema elettorale tedesco e sulla sua applicabilità al contesto italiano. In primo luogo, si tratta certamente di un sistema che favorisce la rappresentanza delle opinioni politiche presenti nel Paese, e ciò in virtù della sua base sostanzialmente proporzionale. I seggi...

La responsabilità politica in democrazia

In questi ultimi quindici anni l’Italia ha registrato un calo del prodotto interno lordo (Pil) peggiore di tutta l’Europa. Il debito pubblico oggi supera di gran lunga il Pil del Paese con circa 70 miliardi di interessi all’anno pagati dal Tesoro, carico che vanifica tutti gli sforzi dei cittadini sul fronte delle spese e delle entrate. Di chi è la responsabilità? O meglio: quanti leader politici si sono presi la responsabilità di questi pessimi risultati? Molti governi si sono succeduti, ma nessun Presidente del Consiglio o ministro si è preso la responsabilità di fronte al Parlamento e meno che meno di fronte agli italiani di questo disastro. Tra tutti coloro che occupano posti di dirigenza nella burocrazia, sanità, finanza e giustizia nessuno ha riconosciuto pubblicamente di aver sbagli...

Per uscire dalla crisi, l'Italia deve digitalizzare.

L’Internet moderna cominciava, per convenzione, intorno al 1992 con Tim Berners-Lee: fu lui, fra gli altri, più degli altri, ad immaginare il mondo “www”, il primo server, il primo client e così via. Un quarto di secolo fa, ma la Internet che fila, quella a connessione perenne e (relativamente) veloce, gira più o meno da una dozzina, una quindicina d’anni. È già tempo di una verifica dei fatti: il web che sta in te si è risolto in una ragnatela che ci ha inghiottiti, siamo noi in lei, punto e basta.Tu sarai nella Rete, la Rete sarà in te, una cosa sola,  Con l’avvento del Web ce l’avevano auspicato che con esso si sarebbe probabilmente vissuto meglio, attraverso una maggiore informazione, con una migliore qualità nel fare acquisti stando anche comodamente in poltron...

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