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Banda Larga, Italia ultima in UE: servono più investimenti anche nell'Educazione-IT

L’Italia appare in ritardo rispetto alla media UE in quasi tutti gli indicatori per quel che riguarda il mondo delle reti-web, ancorata a un 34,9% di persone che non usano internet regolarmente (fonte Istat) e al 55% di famiglie abbonate alla rete fissa, dato più basso d’Europa (fonte Libro bianco EY). (Fonte: ilSole24Ore) Banda Larga, siamo gli ultimi in UE Dieci anni di piani, comitati e risorse pubbliche – 4 miliardi tra somme già spese e impegnate – non sono bastati a staccare l’Italia dalle retrovie europee della banda larga. Nel 2017 si può idealmente celebrare il decennale delle politiche anti «digital divide»: nel 2007 nacque il Comitato interministeriale per la banda larga, si avviarono i Patti territoriali con le Regioni e l’anno dopo per la prima volta in una Finanzi...

La responsabilità politica in democrazia

In questi ultimi quindici anni l’Italia ha registrato un calo del prodotto interno lordo (Pil) peggiore di tutta l’Europa. Il debito pubblico oggi supera di gran lunga il Pil del Paese con circa 70 miliardi di interessi all’anno pagati dal Tesoro, carico che vanifica tutti gli sforzi dei cittadini sul fronte delle spese e delle entrate. Di chi è la responsabilità? O meglio: quanti leader politici si sono presi la responsabilità di questi pessimi risultati? Molti governi si sono succeduti, ma nessun Presidente del Consiglio o ministro si è preso la responsabilità di fronte al Parlamento e meno che meno di fronte agli italiani di questo disastro. Tra tutti coloro che occupano posti di dirigenza nella burocrazia, sanità, finanza e giustizia nessuno ha riconosciuto pubblicamente di aver sbagli...

Per uscire dalla crisi, l'Italia deve digitalizzare.

L’Internet moderna cominciava, per convenzione, intorno al 1992 con Tim Berners-Lee: fu lui, fra gli altri, più degli altri, ad immaginare il mondo “www”, il primo server, il primo client e così via. Un quarto di secolo fa, ma la Internet che fila, quella a connessione perenne e (relativamente) veloce, gira più o meno da una dozzina, una quindicina d’anni. È già tempo di una verifica dei fatti: il web che sta in te si è risolto in una ragnatela che ci ha inghiottiti, siamo noi in lei, punto e basta.Tu sarai nella Rete, la Rete sarà in te, una cosa sola,  Con l’avvento del Web ce l’avevano auspicato che con esso si sarebbe probabilmente vissuto meglio, attraverso una maggiore informazione, con una migliore qualità nel fare acquisti stando anche comodamente in poltron...

La questione romana, una soluzione belga

di Francesco Spera ([email protected])   Roma è insieme troppo grande e troppo piccola: è troppo grande per il governo di prossimità dei servizi ai cittadini e della vita di quartiere, ed è troppo piccola per il governo dei processi demografici, economici, infrastrutturali, ambientali e urbanistici ormai dilaganti su scala regionale. L’attuazione dell’art. 114, terzo comma, della Costituzione, è stata un’iperbole complicata e disastrosa, partita dalla legge-delega sul federalismo fiscale (42/2009), dai tre decreti attuativi (156/2010, 61/2012, 51/2013), per finire con la legge “Delrio” (56/2014). Cosa si auspicava? L’obiettivi della legge sul “federalismo fiscale”, articolo 24, era quello di creare una nuova Città metropolitana di Roma Capitale ed una sola fonte del diritto d...

da Milano a Roma: l'importanza dei gruppi di EPI

Nato a settembre a Milano nello Spazio MegaWatt di Milano tra le luci della ribalta, il movimento di Parisi é giunto la settimana scorsa a Roma presso l’Hotel l’Ergife, che spesso è stato centro di importanti congressi delI’Italia repubblicana; infatti da questa location, ci sono passati molti dei politici più importanti dell’Italia democratica; l’ultimo della serie è stato appunto Stefano Parisi, che proprio in questo hotel, sabato scorso ha lanciato la 1^ Convetion-nazionale di Energie per l’Italia. Da questo meeting romano di portata nazionale si respirava un’aria nuova per la politica-italiana; infatti da Parisi è stato presentato lo spessore dei possibili-programmi su cui hanno lavorato nei mesi scorsi i suoi gruppi di lavoro; spessore ottenuto grazie ad un vas...

Abbiamo trovato il direttore generale dell'azienda Italia

Ho avuto modo di vedere sul web il discorso di Stefano Parisi pronunciato a Roma il 1° aprile scorso. Stranamente non sono stato raggiunto dalla tipica sonnolenza che mi pervade dopo i primi minuti di ascolto di un politico. Anzi, ho assistito con entusiasmo come fosse uno splendido spettacolo. Finalmente – ho pensato – si è presentato sulla scena politica un soggetto che è abituato a spiegare e risolvere le questioni con la naturale concretezza di chi per tutta la vita lavorativa ha amministrato imprese. La sua competenza è stata una gradita sorpresa e mi ha fatto ricordare le centinaia di aziende italiane che sono all’avanguardia nel mondo perché gestite bene dai loro direttori. L’Italia negli ultimi anni è stata governata a turno da un imprenditore o da politici di estrazione sindacale,...

Famiglia: un bene prezioso da tutelare

Oramai chi vive in mezzo alla gente e come dice Papa Francesco ”puzza di pecora”, conosce bene l’affanno quotidiano per mantenere la propria famiglia. La prima e assoluta urgenza resta ancora il lavoro: sono ormai lunghi anni che il problema taglia la carne viva di persone – adulti e giovani – e di famiglie. La vita della gente urla questa sofferenza insopportabile. Sicuramente le scorciatoie, a cui sempre più italiani ricorrono, alimentando diversi populismi non servono. È aberrante rispetto a questa realtà, la complicità dei governi con chi lucra sul gioco d’azzardo, si pensi ai 260 milioni di euro che ogni giorno in Italia si buttano nel gioco d’azzardo, distruggendo capitali e, più ancora, persone e relazioni. Le famiglie devono essere aiutate a non rinunciare, rassegnate, ...

Dieci proposte per lo sviluppo

Lo sviluppo è la nostra priorità e la nostra ossessione. Senza sviluppo, tutto è più difficile: aiutare i più deboli, abbattere posizioni di rendita, battere i pugni per cause meritevoli sui tavoli di Bruxelles, proteggere l’ambiente, investire in sicurezza e in infrastrutture, gestire l’integrazione degli immigrati. Queste sono, in sintesi, dieci proposte che i gruppi di lavoro di Energie PER l’Italia hanno elaborato, negli scorsi mesi, per riattivare lo sviluppo del nostro Paese. 1) Riduzione della spesa pubblica di almeno 5 punti percentuali rispetto al Pil, da attuare attraverso la completa digitalizzazione orizzontale della PA, tagli dei sussidi alle imprese​, dei consumi intermedi​ e della spesa per personale​ della PA​, esclusione delle persone ad alto reddito dall...

Difesa-Sicurezza europea: minore spesa, tanta resa

L’evolvere della situazione geopolitica globale e della sicurezza internazionale legata al terrorismo islamico e alla gestione dei flussi migratori, nonché un ruolo sempre più coordinato e interconnesso tra Forze di Polizia e Forze Armate per la sicurezza interna, rendono ormai inscindibile il binomio Difesa-Sicurezza. E sebbene da parte di alcune forze politiche populiste e nazionaliste, e di una parte dell’opinione pubblica, vi siano resistenze od opposizioni nei confronti di una struttura europea anche di Difesa-Sicurezza, è però vero, come evidenziato da un recente studio dell’ISPI, che per far fronte alle principali problematiche di Difesa-Sicurezza i cittadini chiedono all’Europa di fare di più. A ciò si aggiunge il fatto che i paesi europei non sarebbero oggi...

Taglia la spesa!

Abbiamo creato questa sezione del sito per permettere a tutti di dare un contributo positivo a un’opera titanica! Ridurre la spesa pubblica e combattere sprechi, e inefficienze che tanto costano al Paese: sia in termini di spesa pubblica, ma anche in lentezze, bizantinismi burocratici e mancate opportunità per chi -come le aziende- spesso con questo Stato deve combattere. Abbiamo bisogno del vostro contributo: che ci aiutiate a focalizzare i problemi, e soprattutto che ci suggeriate soluzioni; raccontandoci quello che avete già fatto nelle vostra amministrazione comunale, o nel vostro “piccolo” per ridurre gli sprechi e rendere efficiente l’amministrazione pubblica. E’ una sezione del sito in cui, chiunque si sia registrato, può lasciare la propria piccola ricetta. Con la consapevole...

Islam politico radicale: non sottovalutiamolo

Dare spazio in ambito istituzionale all’Islam politico è un grave errore poiché legittima un soggetto pericolosamente fondamentalista ma che non ha un ruolo rilevante sul complesso della comunità musulmana (in Italia), né influenza rilevabile sui suoi aderenti. Piuttosto, nelle relazioni con le nostre istituzioni e soprattutto quando si tratta di scendere nell’arena politica, l’identità dei fedeli musulmani – inclusi gli italiani convertiti o le seconde, terze generazioni – così come degli immigrati, dovrebbe essere legata alla sola nazionalità. Con ciò non voglio dire che non si debba dialogare con associazioni o movimenti che rappresentano la comunità islamica – o una sua parte – in quanto realtà religiosa. Tali associazioni non devono però essere investite di un ruolo istituzionale che ...

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