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Idee

Spunti per una politica dell'edilizia e del territorio

Il nostro è un territorio denso. Denso – ma non troppo – demograficamente (con 206 ab/kmq siamo tra i primi d’Europa), ma denso anche per presenza di centri urbani, opere d’arte e monumenti, bellezze naturali e attività produttive. Il nostro è un territorio ricco. Ricco di bellezze naturali e opere d’arte, di cultura e competenze, di capacità produttive e finanziarie, di produzioni tipiche e di qualità. Il nostro è un territorio bello. Sono belle la natura, le città e lo stile di vita. Il nostro è un territorio fragile. E il suo livello di vulnerabilità non è solo determinato da elementi naturali, innanzitutto geofisici ed idrogeologici, ma anche e soprattutto dalle trasformazioni antropiche che si sono susseguite nel corso dei secoli. Trasformazioni che se da un lato l’hanno r...

Un'assemblea costituzionale per dare voce ai cittadini

L’avventura referendaria si è conclusa con la netta bocciatura di una legge costituzionale che ha diviso profondamente l’Italia e che la maggioranza degli elettori ha giudicato sbagliata nel merito, perché forniva soluzioni contraddittorie e inefficaci rispetto agli stessi obiettivi che dichiarava di perseguire (superamento del bicameralismo paritario, riforma del titolo V, rapidità e semplificazione del processo di formazione delle leggi), senza affrontare i problemi reali del Paese. Ora che quella legge e il referendum sono alle spalle, è necessario riprendere immediatamente il tema delle riforme istituzionali, evitando alla Nazione di precipitare nel buio e di perdere altro tempo dopo quello perso per la consultazione referendaria, con ulteriore aggravio dei problemi del Paese. È una do...

I privati e la cultura

La tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico in Italia assumono centrale rilevanza e un ruolo strategico per lo sviluppo del Paese stesso. In questi anni è documentabile la crescita della consapevolezza di buona parte dei cittadini di quanto sia essenziale conservare, conoscere e promuovere i beni culturali, poiché sono fattore di identità nazionale, sviluppo sociale, nonché risorsa economica dello Stato. L’aspetto centrale cui le politiche culturali devono dare rilevanza è l’intervento della categoria dei soggetti privati nel settore dei beni culturali, stante l’assenza di risorse e l’incapacità del settore pubblico di gestirli al meglio. Questo può avvenire anche attraverso la creazione di strategie di collaborazione tra pubblico e privato che permettano un’effi...

Per un nuovo federalismo fiscale

L’attuale sistema di rapporti tra Finanza Centrale e Finanza Locale si basa ancora troppo sulla potestà impositiva di spettanza del Centro, quindi agli Enti Locali o periferici spetta solo quanto stabilito ed elargito dagli Enti Centrali. Il federalismo fiscale prevede invece la imposizione fiscale diretta di Comuni e Regioni e destina una quota fissa allo Stato Centrale. Come già accennato nel documento di politica fiscale ed economica precedente, per quanto concerne la potestà impositiva dei tributi, resto convinto che un modello di federalismo sia da preferirsi per motivi di efficienza-efficacia oltre che di semplificazione. Questa nuova impostazione fiscale dalla periferia al centro consentirebbe da un lato, al cittadino-contribuente, una maggiore condivisione delle manovre di prelievo...

Oceano rosso, oceano blu

Nell’indecisione di Berlusconi sull’alleanza con Salvini possiamo leggere qualcosa di più che il capriccio di un vecchio leader disposto a tutto per non perdere potere: è piuttosto un genuino (e diffuso) dubbio su quale sia la strategia migliore per fronteggiare l’emergere del populismo nei sistemi partitici delle democrazie avanzate. In un celebre libro di strategia aziendale, “La strategia Oceano Blu” (2005), W. Chan Kim e Renée Mauborgne individuano due strategie: “Oceano Rosso”, cioè azzuffarsi dove c’è già forte concorrenza, e “Oceano Blu”, che consiste nel posizionarsi in un nuovo mercato, creando valore per i consumatori con una proposta nuova. Berlusconi sembra vedere la destra per quello che è adesso: stretta fra il blocco del buonsenso, che vota Renzi solo perché è meno peggio di...

Ricostruiamo un grande Paese

Per tornare a essere un Grande Paese gli italiani hanno bisogno di una rappresentanza politica nuova, coesa, onesta, libera, riformatrice.  Pronta a ricostruire lo Stato e le istituzioni su basi democratiche, popolari, federaliste. Lo Stato deve far sentire gli italiani sicuri, padroni del loro destino, forti in un paese forte.  Lo Stato è degli italiani. Oggi siamo sudditi di uno stato arrogante, costoso e inefficiente. Una nuova politica deve ricostruire un nuovo Stato, che si limiti a regolare in modo trasparente e efficiente il libero dispiegarsi della nostra società, delle nostre comunità. Per consentire il libero dispiegarsi delle energie private, lo Stato deve mettere tutti, individui e imprese, nella condizione di dare il meglio di sé e per questo esserne ricompensati. Il merito e ...

Un fondo per la non autosufficienza

Secondo dati ISTAT e CENSIS del 2014, nel 2010 il 21,4% della popolazione italiana è composta da ultrasessantacinquenni: ben 12.639.829, di cui 2.713.406 non sono autosufficienti. Solo 1.323.856 di questi ultimi (meno del 50% dei soggetti bisognosi) sono in carico ai Servizi Sociali (il 20% circa) o ai Servizi Socio Sanitari (il 28% circa). Più di metà dei nostri anziani non autosufficienti, fragili e bisognosi di cura e di assistenza, non sono neppure intercettati dal nostro sistema di welfare. Ed è pertanto verosimile pensare a una pesante ricaduta della loro assistenza sulle famiglie di appartenenza, se presenti, o a inevitabili ricoveri impropri in ospedale, come regolarmente succede nel mese di agosto, a un costo di 10 volte superiore rispetto a quello di un’idonea struttura specializ...

Sull'immigrazione, l'Italia continua a eludere il cuore del problema

Dopo anni di inconcludenza e parole vuote da parte di Angelino Alfano, la nomina di Marco Minniti a nuovo Ministro dell’Interno ha quantomeno favorito un ritorno a dichiarazioni di buon senso sulla questione immigrazione. Tra queste, ad esempio, le dichiarazioni sulla necessità di rimpatrio degli irregolari, sull”introduzione del giudizio unico sulle richieste d’asilo, sul riavvio degli accordi con i Paesi da cui originano i flussi. Vedremo nelle prossime settimane quanto a queste parole corrisponderanno fatti. Per quanto positive, tuttavia, queste dichiarazioni d’intenti, se applicate, rappresenterebbero solo un’opera di manutenzione tesa a limitare i danni di una strategia sbagliata del governo italiano e non il vero e proprio cambio di strategia che sarebbe...

L'ingegnere informatico come motore per l'innovazione

La riforma della Pubblica Amministrazione, nei termini della digitalizzazione dei processi, è argomento che da molti anni trova spazio nelle agende di Governo. Il percorso che porterà ad una completa digitalizzazione dei processi e delle procedure è complesso, e terrà impegnati sull’argomento un buon numero dei futuri Governi del nostro Paese. In termini del tutto generali, mettendosi nell’ottica del cittadino, o impresa, cliente del servizio erogato dalla PA (fornitore del servizio), la relazione tra cliente e fornitore è intermediata da un ufficio preposto alla relazione con il pubblico. Tale ufficio indirizza il cliente verso un’analoga struttura, appartenente all’ente pubblico preposto, con il compito di fornire informazioni o, in generale, risposta alle istanze del cliente. Le informa...

Idee di politica economica per la crescita

Una crescita economica robusta e sostenuta è l’unico modo attraverso cui è possibile migliorare il nostro benessere, e permettere ai nostri figli e nipoti di stare meglio di noi. Il punto di partenza è però difficile: tra il 2008 e il 2009 il nostro reddito nazionale è calato del 5%, e sembriamo incapaci di ritornare al livello di reddito precedente. Dentro questa situazione, la sinistra non riesce a nascondere la nostalgia per ricette fatte di spesa pubblica in crescita, perennemente finanziata in deficit e dunque creatrice di quel debito pubblico che schiaccia noi e le generazioni future. La strada giusta per l’Italia è un’altra: è il settore privato che crea posti di lavoro “veri”, cioè posti di lavoro che non necessitano di spesa pubblica aggiuntiva per sopravvivere. Lo stato deve in l...

Cultura non è una parola di sinistra

Forse il più grande limite dei conservatori, dei moderati e dei liberali, in Italia e nel mondo, è quello di non essere riusciti a conquistare gli intellettuali, e di aver lasciato nella cultura campo libero alla sinistra, che da sempre la utilizza come arma ideologica per diffondere e fare accettare le proprie convinzioni presso il grande pubblico. L’elemento fondamentale di questo ‘monopolio culturale’ è che l’ideologia di sinistra arriva al grande pubblico sì attraverso la mediazione di “artisti”, scrittori e cantanti (si pensi a tutti quelli che ad ogni elezione si schierano immancabilmente con la sinistra, ad esempio durante l’ultima campagna elettorale americana), ma solo come ultimo anello di una catena di trasmissione che trova il suo principio nelle scuole, nelle aule universitari...

Perché serve un centro destra liberale e popolare

Siamo alla fine di un’epoca. La crisi del 2008, e la lunga stagnazione che ne segue, ha messo in crisi l’idea che un mondo globale, integrandosi, avrebbe dato vantaggio a tutti. Era un’idea che puntava sul ruolo propulsivo della finanza e ha fatto il successo della sinistra di Bill Clinton e di Tony Blair. Portava con sé diritti individuali per tutti, ingerenza umanitaria, individualismo senza limiti, legalismo iper-invadente, la convinzione che tutte le culture sono ugualmente buone. Diritti, multiculturalismo, Stato e spesa pubblica. Questa visione ideologica non ha retto l’impatto con la realtà del mondo globale e della rivoluzione digitale. Gli straordinari flussi migratori, l’impoverimento dei ceti medi, la mancanza di prospettive di futuro, il radicalismo religioso violento e assassi...

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