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Idee

Cultura non è una parola di sinistra

Forse il più grande limite dei conservatori, dei moderati e dei liberali, in Italia e nel mondo, è quello di non essere riusciti a conquistare gli intellettuali, e di aver lasciato nella cultura campo libero alla sinistra, che da sempre la utilizza come arma ideologica per diffondere e fare accettare le proprie convinzioni presso il grande pubblico. L’elemento fondamentale di questo ‘monopolio culturale’ è che l’ideologia di sinistra arriva al grande pubblico sì attraverso la mediazione di “artisti”, scrittori e cantanti (si pensi a tutti quelli che ad ogni elezione si schierano immancabilmente con la sinistra, ad esempio durante l’ultima campagna elettorale americana), ma solo come ultimo anello di una catena di trasmissione che trova il suo principio nelle scuole, nelle aule universitari...

Perché serve un centro destra liberale e popolare

Siamo alla fine di un’epoca. La crisi del 2008, e la lunga stagnazione che ne segue, ha messo in crisi l’idea che un mondo globale, integrandosi, avrebbe dato vantaggio a tutti. Era un’idea che puntava sul ruolo propulsivo della finanza e ha fatto il successo della sinistra di Bill Clinton e di Tony Blair. Portava con sé diritti individuali per tutti, ingerenza umanitaria, individualismo senza limiti, legalismo iper-invadente, la convinzione che tutte le culture sono ugualmente buone. Diritti, multiculturalismo, Stato e spesa pubblica. Questa visione ideologica non ha retto l’impatto con la realtà del mondo globale e della rivoluzione digitale. Gli straordinari flussi migratori, l’impoverimento dei ceti medi, la mancanza di prospettive di futuro, il radicalismo religioso violento e assassi...

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