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Lavoro e Welfare

Vivere in retromarcia? No grazie, trasformiamo la ns potenza in energia nuova…

Non possiamo nascondere che la società italiana sia attraversata da diverse profonde paure e percezioni. La povertà è aumentata (causa anche la perdita del lavoro e la non generazione di nuove opportunità) ed i giovani  (ma non solo) sono costretti ad una retromarcia verso la propria famiglia. Questo genera profonda instabilità. Il rischio di cui non si parla è l’affermarsi di una cultura dell’utopia capovolta. Questa situazione sta portando alcuni settori della società a resistere e vivere in retromarcia (non più stallo bensì ripiegamento), come dicono sia Bauman, sia  Gian Maria Fara (presidente Eurispes): “ci si volge fatalmente all’indietro, in mancanza di un progetto di unità su cui coagulare sforzi… perdendo la speranza e il vigore, generando un costo sociale molto alto”. Ci troviamo...

Le "sirene rosse" rapiscono il capitano Gentiloni e la nave dei voucher affonda

La storia dei voucher lavoro, minimizzata dai media italiani, è una delle più grandi vergogne dell’attuale governo italiano ed un’ulteriore e pericolosa deriva antipolitica, demagogica e populista. Ricapitolando un po’ la vicenda, tanto per sapere di che cosa parliamo, i c.d. “voucher lavoro” o “buoni lavoro”, sono stati introdotti, per la prima volta in Italia, nel 2003, dal Governo Berlusconi che, in attuazione della delega contenuta nella Legge Biagi (Legge 14 febbraio 2003, n.30), con il D.lgs n.273/2003 ha definito e  disciplinato le “prestazioni occasionali di tipo accessorio”, con lo scopo dichiarato di regolamentare alcune attività lavorative “occasionali”, spesso svolte al di fuori della legalità e non facilmente riconducibili alle tipologie contrattuali tipiche del lavoro s...

I voucher non servono a niente

Il ricorso ai voucher è il classico caso di ‘spia’ dei mali che affliggono il ricorso al lavoro regolare, sommerso dal peso insostenibile di tasse e contributi che depredano ciascun lavoratore del settore privato di metà del proprio stipendio e di una burocrazia asfissiante. Ma, come spesso accade quando si accende una spia che segnala l’esistenza di un problema, la politica oscura la spia e ignora il problema. È quello che è successo ieri, con l’abolizione dei voucher voluta dal governo per scongiurare il referendum proposto dalla CGIL per il prossimo maggio. Grazie ai voucher era emersa parte dell’enorme iceberg del lavoro nero italiano, composto di rapporti di lavoro per cui mai e poi mai si stipulerebbe un contratto. Realisticamente, tornare indietro significa semplicemente riportare q...

Sui voucher Governo e Pd subalterni alla Cgil

I voucher sono uno strumento semplice, flessibile e poco costoso. Così come dovrebbero essere tutte le forme contrattuali di un Paese moderno. Invece di semplificare queste ultime, il governo abolisce i voucher, con il benestare del PD e di tutti i partiti di opposizione. Gli stessi che nei mesi scorsi hanno proposto restrizioni all’applicazione dei buoni lavoro. Un atteggiamento subalterno nei confronti della CGIL, ennesima conferma di una politica poco coraggiosa, sempre pronta a sacrificare ciò in cui dice di credere in nome della convenienza del momento. Una politica che finge di non sapere che l’alternativa non è tra i voucher e contratti a tempo indeterminato, ma tra i voucher e il lavoro nero. Se l’alternativa al referendum è l’abrogazione, allora andiamo a v...

Riflessioni sul lavoro che cambia: la storia di Nina

I posti di lavoro sono sempre meno, ma il lavoro c’è e spesso è difficile vederlo, intuirlo, farlo emergere; sempre più è da costruire attraverso una nuova visione e uno sguardo perspicace. Il mondo del lavoro è così complesso e talvolta destabilizzante che per governarne le innumerevoli implicazioni occorre armarsi di idee e creatività e diventare dei veri “progettisti” di se stessi. Il vecchio approccio Generalmente ci è stato insegnato che il lavoro lo si deve cercare e via allora con l’invio più o meno mirato di curricula, dai più generalisti a quelli ottimizzati per la posizione ricercata dall’azienda. Non solo, con costanza ci si iscrive ai siti | piattaforme ricettacolo delle varie offerte di lavoro più o meno reali. Spesso e sempre di più, succede e succederà, che malgrado immensi ...

Non può essere un Paese (solo) per vecchi

  Queste sono le parole che ha scritto Michele, il ragazzo disoccupato, prima di suicidarsi. http://www.huffingtonpost.it/2017/02/07/lettera-precario-suicida_n_14634010.html Non vi nascondo che sono rimasto molto impressionato dal suicidio di Michele morto a 30 anni per mancanza di prospettive … anche lavorative. Non sono d’accordo con il gesto di Michele ma nutro profondo rispetto per la lettera che ha scritto e che riporto integralmente. Questa lettera è uno schiaffo alla situazione che vivono i giovani ma non solo. La situazione è complessa… e richiede soluzioni sinergiche e complesse… e qui la politica “rigenerante” dovrà giocare un ruolo non indifferente… Il primo bisogno che ha l’Italia è quello di dare un futuro ai giovani. Non può essere un Paese per ve...

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