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Esteri

Tutti i guai del Di Maio ministro degli esteri

Airbus, il più grande produttore di aerei civili al mondo, rafforza il proprio partenariato con la cinese AVIC (Aviation Industry Corporation of China). Un contratto tra giganti, siglato nella Grande Sala del Popolo di Pechino dalle delegazioni guidate dal primo ministro cinese e dalla cancelliera tedesca Angela Merkel. Merkel, con una economia in recessione, gioca d’azzardo con Pechino, aprendo dove il presidente americano Trump chiude con le guerre commerciali. Ma la Cancelliera viene ricevuta ancora con tutti gli onori a Pechino, maggior partner economico della Cina, nonostante la evidente debolezza della Germania. E l’Italia? Resta al palo come sempre, grazie al servilismo propagandistico del nostro Di Maio, ieri ministro del lavoro che stende il tappeto rosso a Pechino, og...

L’ACCOGLIENZA DEI MIGRANTI E’ LEGGE NATURALE

Le opinioni e le visioni contrapposte sul tema dei migranti continuano ad essere protagoniste nella discussione politica e conseguentemente dell’opinione pubblica .Le radici cristiane del nostro paese ma anche quelle dell’Europa devono richiamare all’insegnamento della Chiesa , molto semplice e legato al messaggio del Vangelo : ” Ero forestiero e mi avete ospitato ” (Matteo, 25) il tema è che ultimamente molti cristiani e molti cattolici hanno una lettura tutta loro di questo passo legata ad una logica di difesa dei confini e difesa dei diritti della italianità . E’ utile interrogarsi su quali elementi possono sostenere l’azione dei cristiani in situazioni complesse come è il tema dei migranti. E’ necessario capire cosa si intende per etico per un cristiano e se esi...

Cina, Russia e Turchia nei Balcani occidentali. E l’Italia?

*su Open_Esteri gli articoli dei partecipanti del gruppo Esteri di Energie per l’Italia. Segui il dibattito.* di Francesco Tremul Lo sviluppo infratturale delle regioni europee meno attrezzate sono un dei motori dello sviluppo economico non solo di quelle regioni ma di intere filiere produttive situate sul continente europeo e non solo. Per sostenere tali sforzi, attraverso vari fondi e programmi finanziari, l’Unione Europea fornisce circa 20 miliardi di euro all’anno nel settore delle infrastrutture agli stati dell’Europa centrale. Se però spostiamo lo guardo ad una regione prossima all’Italia come quelle dei Balcani, la situazione delle infrastrutture è peggiore che nell’Europa centrale ed un aiuto europeo di dimensioni simili al momento è indisponibile. Lo sviluppo inf...

Business immigrazione irregolare: come i trafficanti di uomini illudono i migranti.

Come i governi africani stanno reagendo all’emigrazione illegale e che cosa fa ( o non fa ) la UE. *su Open_Esteri gli articoli dei partecipanti del gruppo Esteri di Energie per l’Italia. Segui il dibattito.* di Caterina Simon Nell’animata (e, spesso, animosa) discussione sul fenomeno migratorio, incuneata fra chi parla di costruire “ponti e non muri” e chi, all’opposto, vorrebbe sigillare le frontiere, c’è un convitato di pietra: l’Africa. Il punto di vista africano, o quantomeno il domandarsi se ce ne sia uno e quale questo  potrebbe essere, non viene preso in considerazione né dai fautori dell’accoglienza né dai suoi oppositori. Eppure in Africa si moltiplicano le campagne da parte di governi, istituzioni religiose e associazioni non governative, per contrastare l’emigrazione ille...

Libia e Mediterraneo: siamo pronti a difendere l'interesse nazionale dell'Italia

Dall’intervista a Claudio Bertolotti di Vanessa Tomassini per “Notizie Geopolitiche” del 10 ottobre 2017 Il principale tema di interesse e discussione tra i paesi dell’area mediterranea, e in particolare quelli europei, è ormai da tempo il fenomeno dei flussi migratori che va inteso non come emergenza a breve termine, un approccio ormai fuori discussione, bensì come fenomeno strutturale di portata continentale e di lungo periodo e le cui cause sono molteplici, e tra queste certamente quella dei cambiamenti climatici. Un fenomeno all’interno del quale va ad inserirsi, con crescente preoccupazione, quello dell’immigrazione clandestina che dal continente africano si sposta verso l’Europa e l’Italia, attraverso l’area del Nord Africa, pur non dimenticando la massa migra...

Difesa comune: la pagliuzza negli occhi europei e la trave in quella degli Stati

di Salvatore Domenico Zannino* “Il business case è chiaro. La mancanza di cooperazione nella difesa costa all’Europa dai venticinque ai cento miliardi di euro l’anno, per ogni area in relazione alla quale si faccia riferimento”. Nello stesso ultimo discorso sullo stato dell’Unione, il prossimo è ormai imminente in settembre, il Presidente della Commissione faceva notare, semmai ve ne fosse bisogno, che in epoca di minacce “ibride”, quelle che possono essere realizzate in modo coordinato da soggetti statali e non statali pur senza oltrepassare la soglia di guerra formalmente dichiarata (terrorismo, attacchi cyber, campagne di disinformazione e propaganda illegale on line) il “soft-power” del gigante economico europeo vale zero. Per la verità, il soft-power di un Europa priva di una politica...

“Aiutiamoli a casa loro”: riformare l'UE e trasformare un problema in una grande opportunità

di Roberto Peel *su Open_Esteri gli articoli dei partecipanti del gruppo Esteri di Energie per l’Italia. Segui il dibattito.* Nell’immaginario collettivo l’Africa è luogo di povertà, teatro di guerre e punto di partenza di immgrazione verso l’Europa. Inoltre l’Africa , usualmente considerato nelle sue fattezze continentali piuttosto che nelle singolarità dei paesi che la compongono, viene usata come terra da cui estrarre risorse naturali a basso costo a volte senza considerare gli effetti collaterali di tali attività nel lungo periodo. In effetti, gli stati che si affacciano sul bacino del Mediterraneo e quelli dell’Africa sub-sahariana si caratterizzano per instabilità, spesso regimi autocratici e corrotti, con relativa esclusione di buona parte della p...

L'efficienza della pubblica amministrazione e gli standard europei

Le differenze negli standard di sicurezza sociale, di salario minimo, di previdenza, etc. sono e saranno ancora per lungo tempo legati alle amministrazioni nazionali, alla loro efficacia ed efficienza ed ovviamente al livello di ricchezza disponibile in un paese. Com’è successo nei primi 60 anni dell’Europa Unita, questi standard convergeranno quando le economie dei vari paesi raggiungeranno gradi di sviluppo omogeno, cosa resa possibile certamente da un mercato davvero unico ed integrato. Per ora abbiamo infatti già la possibilità di andare a cercare miglior salario in un altro Stato della UE, che tanti giovani e meno giovani sfruttano. Credo sia prematuro imporre degli standard centralmente. Quello che si deve fare invece è sicuramente mettere pressione sulle pubbliche ammini...

Immigrazione ed Europa: i nodi da sciogliere

La crescita demografica, il cambiamento climatico, la ricerca di migliori opportunità di vita ed i conflitti che affliggono il Medio Oriente e larghe aree del continente africano contribuiscono a generare un flusso migratorio che sta mettendo a dura prova le capacità di accoglienza del nostro paese e dell’Europa intera (nel 2015 sono entrate oltre 1,5 milioni di persone). Difficilmente, l’Europa può riuscire, in una fase di prolungata stagnazione, ad integrare socialmente ed economicamente le masse di individui che si riverseranno nei prossimi 20 anni sul continente con un prevedibile aumento dei fenomeni di criminalità comune e delle tensioni sociali. Le dinamiche demografiche (la popolazione africana è prevista raddoppiare fino a 2,5 miliardi entro il 2050) ci presentano scenari futuri i...

L'importanza di un esercito comune per una maggiore integrazione europea

Nonostante la gran parte delle operazioni militari dei paesi europei vengano oggi condotte nell’ambito di coalizioni multinazionali (europee o NATO), le Forze Armate rappresentano un elemento chiave della sovranità nazionale. Lo strumento militare è quindi pensato e strutturato in funzione degli obiettivi strategici che ogni Paese si pone e sebbene l’Alleanza Atlantica e l’UE forniscano un quadro di interessi condivisi, può accadere che questi obiettivi non convergano e che, quindi, un Paese debba prendere l’iniziativa di intervenire guidando una coalizione ad hoc (come ad esempio l’Italia con l’operazione Alba del 1997 in Albania). In un contesto non federale non è nell’interesse strategico di nessun Paese rinunciare ad una sua autonomia operativa. È invece più realistico pensare ad una m...

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