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Energia e Ambiente / Idee / Senza categoria

CAMBIAMENTO CLIMATICO: STRUMENTALIZZAZIONE A SCAPITO DELL’AMBIENTE

Sul cambiamento climatico varie sono le posizioni, certe maggioritarie, altre non, ma del resto anche esse hanno dei fondamenti di verità. Quel che è certo è che sulla questione climatica c'è una netta divisione di opinioni, tra chi ha un atteggiamento tendente al catastrofismo e chi invece nutre forte scetticismo, alimentato dalle conseguenze che la mentalità catastrofista ha sul piano economico e finanziario.

Il cambiamento climatico è diventato un po' così; tutti ne parlano, certi alzano critiche, altri ancora si soffermano a ripetere la voce di corridoio. Il problema scaturisce quando le voci che ripetiamo con una certa inerzia consentono ai mercati di essere influenzati dall'acquisizione di politiche energetiche conservatrici o non.

Il primo segnale negazionista che destò scalpore fu l'articolo sul Wall Street Journal di vent'anni fa che intitolava "A Major Deception on Global Warming" di Frederick Seitz, l'allora presidente della società di fisica e della National Academy of Sciences, che contestava il rapporto "The Science of Climate Change 1995" redatto dall'IPCC.

Il trattamento della tematica in modo prevalentemente dogmatico, che è stato anche argomento di discussione durante i gruppi di lavoro, distoglie l'attenzione dal trattamento della problematica in modo razional scientifico, e dunque efficace. Difatti alcuni scienziati ritengono che le temperature cambiano naturalmente sulla Terra, indipendentemente dal nostro intervento, che viene invece considerato poco influente rispetto alla grandezza dei cambiamenti climatici fisiologici del nostro pianeta.

Seitz sottolinea che il rapporto del '95 non riproponeva democraticamente l'opinione della collettività scientifica nell'intero, e scrive "Nessuno degli studi citati in questo rapporto dimostra una chiara evidenza che si possa attribuire l'osservato cambio di clima allo specifico incremento dei gas serra"..."Nessuna ricerca fino a oggi ha positivamente attribuito tutta o parte della responsabilità dei cambiamenti climatici all'intervento dell'uomo."  

Lomborg, ambientalista danese di Greenpeace, riteneva addirittura che la situazione stia migliorando. Se pensiamo però rispetto a quale epoca storica ci riferiamo, notiamo che in parte ciò può essere considerato valido dal momento in cui il secolo precedente era totalmente impegnato nello sviluppo socio-economico (industrializzazione) del nostro occidente, che ha prodotto molta polluzione.

La sinistra occidentale, quella più liberale, ne ha fatto invece un business; si, perché la premura per l'ambiente è solo retorica, ma all'atto pratico nulla di concreto, o peggio. Durante le riunioni del gruppo Energia & Ambiente si è detto come in realtà le multinazionali, per far finta di stare dalla parte del "buono", pagano quel che inquinano; ovvero pagano una tassa per la CO2 prodotta, che vuol dire, capovolgendo il problema, pagano per poter produrre CO2. Non sembra un po' ipocrita?

Ammesso che non vogliamo né pensarla come i negazionisti né come gli ambientalisti religiosi, considerando la possibilità che entrambe le parti possano essere state assoggettate da strumentalizzazioni a scopi economici,non sarebbe meglio iniziare a trattare con rispetto il nostro pianeta proprio partendo da un'analisi scientificamente comprovata per analizzare soluzioni tecnologiche che rispettino gli equilibri della Terra in primis? Non sarebbe più onesto raccontare ai nostri cittadini europei tutta la verità e non creare problemi per dar vita a nuovi settori economici gestiti in modo ben organizzato da enti nuovi? Non sarebbe meglio se la questione ambientale non venga politicizzata per indirizzare i mercati e creare conflitti d'interesse tra settori produttivi? Certamente questo nostro povero ambiente è messo in mano ad ipocriti che prima di tutto hanno sete di business, ma non vi sono molti che invece hanno il decoroso rispetto da trattare con trasparenza e rigore scientifico la causa del cambiamento climatico.

 

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3 Commenti su "CAMBIAMENTO CLIMATICO: STRUMENTALIZZAZIONE A SCAPITO DELL’AMBIENTE"

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Proprio per aiutare a riflettere su questo argomento, tanto speculato ed in seguito al quale si sono sperperate un’infinità di risorse economiche e si continuano a sperperare, invece di impiegare parte delle stesse per affrontare e cercare di risolvere i veri grandi problemi dell’umanità, tra i quali in primis la FAME e le miserevoli condizioni di vita di almeno un terzo dell’umanità, suggerisco di leggere le assurdità richiamate dal pregevole blog di Guido Guidi, al link che segue: (Questo è l’ultimo degli articoli postati ed è un eclatante esempio delle assurdità che vengono narrate sul tema):

http://www.climatemonitor.it/?p=44415

Iscritto

Molto condivisibili le considerazioni di Ruggero Revelli.

Il clima è sempre cambiato anche nel passato e continuerà a cambiare nel futuro perchè sostanzialmente dovuto a fattori esterni al pianeta sui quali, per fortuna, l’uomo non ha nulla a che fare.

Sul tema suggerirei di leggere l’interessantissimo libro scritto da S.Fred Singer e Antony Avery nel 2008 dal titolo:
” UNSTOPPABLE GLOBAL WARMING – every 1.500 years “

Ruggero Revelli
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Le tesi dell’IPCC non tengono conto di numerosi aspetti: 1) le equazioni generali del clima sono irrisolvibili e quindi si procede, a paicimento, con l’indicazione di valori di alcuni parametri secondo i propri desiderata 2) il più importante gas serra (vapor d’acqua) non è nemmeno preso in considerazione 3) Si passa con disinvoltura, nei periodici “coccodrilli” dei giornali imbeccati, dal valore della temperatura ( il mese più caldo da sempre!!) al valore della concentrazione di biossido di carbonio, misurata alle Hawai e passata da 410 a ben 412 ppm. Avrei voluto vedere un articolo che avesse titolato “Aprile 2017: il… Leggi di più
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