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«Berlusconi non deve fare passi indietro»

A tu per tu con Stefano Parisi, l’uomo di “sintesi” del Centrodestra alle scorse Regionali nel Lazio.

Mattarella ha lasciato le ultime ore di discussione ai partiti, come potrebbe evolvere la situazione nelle prossime ore?

Non vedo la possibilità di far nascere un governo politico. Mi sembra che i partiti abbiano avuto molto tempo per cercare delle soluzioni: è impossibile costruire maggioranza con veti incrociati.

Cosa auspica?

Spero che prevalga il senso di responsabilità per il sostegno ad un governo del Presidente che porti il Paese alle elezioni con una legge: o con un premio alla coalizione o con un sistema proporzionale puro.

Giorgetti chiede a Berlusconi di fare un passo indietro per scongiurare il governo tecnico, è d’accordo?

Credo che non sia giusto che una componente fondamentale del Centrodestra venga messa da parte per volontà dei grillini.  Sarebbe la fine del Centrodestra, sarebbe la resa incondizionata a Grillo.

Ancora una volta è in gioco l'unità del Centrodestra?

Fino ad ora, e nonostante tutto, il Centrodestra ha dimostrato di essere unito. Non senza problemi, certo.

E’ giusto un governo dei vincitori, Lega-M5s, senza Fi?

Nel sistema proporzionale non esistono vincitori e vinti. Credo che il Centrodestra non debba allearsi per nessun motivo con il M5S: il partito dei magistrati politicizzati, dell’invidia sociale, della spesa pubblica, del blocco degli investimenti. Il Centrodestra è una forza politica democratica.

Matterella ha evitato di dare il mandato al Centrodestra, non sarebbe stato meglio darglielo?

Non aveva scelta, non poteva dare un mandato ad una coalizione senza avere la certezza che questa avesse i voti in Parlamento.  Avrebbe ancor di più indebolito il quadro istituzionale.

Se non si dovesse trovare l’intesa, Mattarella ha già un ventaglio di nomi per il “suo” governo…

Mi auguro che vengano scelte persone sobrie, in grado di interpretare la difficilissima situazione politica del Paese.

Può esistere un governo neutrale o è un ossimoro?

Può esistere, se ha una durata limitata nel tempo e se le forze politiche ne rispettano la neutralità.

Dopo l'esperienza in chiaroscuro del governo Monti, è possibile una "rivincita dei tecnici" sulla politica?

No.  Abbiamo bisogno di una guida politica.

A oggi il ritorno al voto è più che una ipotesi…

Serve il tempo necessario per approvare una buona legge elettorale, che ci eviti l’ingovernabilità e ridia il potere ai cittadini di scegliere le persone da mandare in Parlamento.

(Tratto da Libero, intervista di Giulia Sbarbati)

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