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Idee

Autonomia delle province: la nostra storia

La situazione generale nell’azienda Italia è sempre più esplosiva: il debito aumenta, la disoccupazione è sempre elevata ed il futuro incerto.
Quando l’azienda è in perdita, è più facile pensare di ridurre i costi che aumentare i ricavi.
Per diminuire le spese è necessaria una migliore organizzazione ottimizzando ogni reparto con la collaborazione dei dipendenti nel ricercare nuove soluzioni.
Analizzando l’azienda Italia vedo, però, due reparti (province) felici in cui sembra tutto funzioni alla perfezione: le province autonome di Trento e Bolzano.

Sicuramente hanno condizioni di favore dallo Stato centrale, ma credo che la vera ragione sia la loro autonomia, potendo quindi gestire i loro problemi senza dipendere da poteri lontani.
Anche la Svizzera non è divisa semplicemente in 4 cantoni - come si pensa - ma in 26 province che riflettono la propria storia e variano dai 1.400.000 ai 18.000 abitanti. La tassazione totale è in media del 24% suddivisa in 8% al comune, 8% alla provincia e 8% allo Stato. Le cose semplici, insomma, sono le migliori.

Studiando gli altri paesi europei c’è la conferma che l’ossatura portante sono sempre le province generate da anni di storia comune. Anche nel nord Italia, durante il basso Medioevo, l’organizzazione era incentrata sulle province con la nascita di città o ducati in cui crescevano benessere cultura e arte, tanto da essere invidiate dall’intera Europa.
Non a caso il vero federalismo è nato nella Repubblica Veneta, la prima repubblica del mondo, anche se soppressa 220 anni fa dalla violenza di Napoleone.  Era uno stato federale formato da 12 province (rettorati) che si organizzava in estrema autonomia.

Le regioni istituite negli anni '70 sono un altro esempio di accentramento statalista.
La Lombardia, con 10 milioni di abitanti, evidenzia tutte le problematiche di uno Stato. Le province non sono da cancellare - come auspicano taluni politici -, ma vanno aiutate ad essere più autonome al fine di aumentarne l’efficienza.
È il potere delle regioni che va ridotto non avendo mai avuto un ruolo nella storia. Si pensi alla regione autonoma Sicilia, vedendo i suoi disastrosi risultati economici non dando potere alle sue province, come invece succede in Trentino Alto Adige.
È necessario accorpare province confinanti con pochi abitanti e successivamente gemellare una provincia ricca con una povera per finanziare, organizzare e controllare gli aiuti diretti evitando la dispersione i vari fondi

Ho parlato dell’argomento con Stefano Parisi che ha subito confermato l’importanza delle autonomie in ogni settore. Gli ho anche consigliato di non abusare del termine federalismo, perché troppo inflazionato dall’utilizzo che ne ha fatto la Lega Nord, senza riuscire, però, ad essere politicamente incisiva.

 

 

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