Responsive Ad Area

Condividi

In primo piano

Amministrative 2017: una disfatta per il Pd?

La sicumera renziana continua a non pagare. Questo è l'esito più lampante delle amministrative appena concluse. Certo, osservare i risultati di ieri proiettandoli immediatamente su scala nazionale sarebbe un grave errore: sia perché il M5S è per statuto un "non-partito", non essendo radicato sul territorio e non avendo una classe dirigente locale, sia perché la legge elettorale maggioritaria a doppio turno per l’elezione dei sindaci è molto diversa dal Consultellum (una sorta di proporzionale puro).

Si può notare, però, come il renzismo versi in grave crisi dopo il 4 dicembre, quasi che la disfatta referendiaria continui a pesare sul Partito democratico. Pd che sembra aver esaurito la spinta propulsiva derivante dal suo giovane segretario. Renzi non solo ha costruito un partito verticistico e personale, ma lo ha anche destrutturato territorialmente. La personalizzazione della politica è un fenomeno noto e ormai diffuso, che non dovrebbe sorprendere. Il vero problema del Pd, e i risultati delle ultime due tornate elettorali parlano chiaro, è il suo (s)radicamento territoriale.

La forza di quello che fu il Pci-Pds-Ds e il primo Pd, era appunto la militanza locale che emergeva regolarmente in regioni come l’Emilia Romagna e la Toscana. Le cosiddette regioni rosse, insomma, erano inespugnabili, perchè strettamente ancorate al partito fondato da Gramsci. Le recenti amministrative hanno invertito questa tendenza: il Pd ha perso in tutte le città in lizza in Emilia Romagna (Budrio, Parma, Piacenza, Riccione e Vignola); in Toscana ha vinto solo a Lucca, perdendo a Pistoia e a Carrara. Il partito di Renzi, infine, è riuscito anche nell’ardua impresa di perdere due roccaforti rosse come Genova e Sesto San Giovanni.

Genova è una città storicamente di sinistra, basti pensare alla fondazione del Psi nel 1892 e agli scontri del luglio 1960 contro il governo Tambroni, appoggiato dal MSI. Anche Sesto San Giovanni – detta la Stalingrado d'Italia – fu una roccaforte rossa per l'alta concentrazione operaia legata alle importanti industrie sestesi (Breda e Falck su tutte). Il Pd renziano è riuscito a perdere in queste due città storiche per la sinistra.
Intendiamoci, non tutte le colpe possono essere imputate a Renzi; sarebbe bene osservare caso per caso le singole campagne elettorali e le qualità dei vari candidati. Tuttavia si può rilevare la dimensione deteriore della narrazione renziana che, alla luce di una probabile sconfitta, si è ripiegata su se stessa senza "mettere la faccia" in una campagna che poteva essere molto rischiosa. Gli elettori non hanno perdonato anche questa propaganda ad intermittenza.

Infine è doveroso riconoscere la forza del centrodestra unito che può essere competitivo ovunque. Le amministrative non sono le nazionali, perché i temi all'ordine del giorno sono molto diversi: le une si giocano su un piccolo territorio, le seconde guardano, fondamentalmente, all'Europa. Se il centrodestra saprà unirsi costruendo un programma serio, chiaro e condiviso che metta al centro sicurezza e crescita (la proposta #25xtutti ad esempio..), potrà tornare al governo, legge elettorale permettendo. Se prevarranno le divisioni e le fratture antieuropeiste ed estremistiche, il Pd renziano, seppur in crisi, rimarrà in sella.

Condividi

Foto del profilo di Martino Loiacono
Laureato in lettere moderne, con un debole per la Storia contemporanea e per la politica. Liberale.

Scrivi un commento

2 Commenti su "Amministrative 2017: una disfatta per il Pd?"

Ordina per::   più recenti | più vecchi | più votati
Gaetano Bruno
Iscritto
La mia vuole essere soltanto una precisazione ( non polemica , anzi grazie per il pezzo ) di carattere storico,ma anche di posizione in quello che, in modo superficiale e generalizzato , si definisce Sinistra, attribuendone le prerogative al Pci e i suoi derivati Pds ecc.. Nel 1892 è vero che il Psi è nato a Genova, ma non perché la città fosse di sinistra, ma solo perché ,dovendo scegliere una sede che in qualche modo favorisse i vari delegati provenienti da tutta Italia, i dirigenti socialisti approfittarono di uno sconto che le ferrovie dello stato offrivano sui treni ,per… Leggi di più
wpDiscuz

Password dimenticata

Registrati