Responsive Ad Area

Condividi

Idee / Programma

Accordo anti-inciucio prima di parlare dei nomi

Pubblichiamo l'intervista rilasciata oggi da Stefano Parisi al quotidiano Libero. "Nessuna apertura a Pd e 5 Stelle", dice Parisi, che aggiunge, non faremo parte della 'quarta gamba' della coalizione: sulla scheda ci sarà il simbolo di Energie PER l'Italia. Non ci spaventa la soglia del 3%. Pronta la squadra: in pista Mario Mori, Giovanni Negri ed esponenti di rilievo del mondo cattolico e liberale italiano.

“Un patto è necessario. Il nostro popolo, gli elettori di centrodestra, ci chiedono chiarezza. E noi leader dobbiamo dargliela”.

All’alba del 2018 serve una firma per tenere fede agli impegni, Stefano Parisi? 

Sì, ma non una firma per i leader del centrodestra, bensì per gli italiani. Gli elettori devono recuperare fiducia, sono disgustati dai tradimenti di questa legislatura. La campagna elettorale è iniziata, non devono esserci retropensieri. Soprattutto alla luce del fatto che nella coalizione tornano forze politiche che finora hanno collaborato con il Pd.

Una firma per dire cosa?

Che vogliamo dare all’Italia un governo di centrodestra, alternativo al centrosinistra. E che, di conseguenza, dopo il voto non ci saranno accordi né con il Pd né con i Cinque stelle.

Il leader della Lega, Matteo Salvini, ha proposto di siglare l’intesa a Libero. Lei è pronto ad aggregarsi?

Certamente. Salvini ha lanciato una buona idea: tutti noi leader dobbiamo prendere un impegno solenne.

Tra lei e il leader del Carroccio in passato non sono mancati gli scontri: cosa è cambiato?

Semplice: prima Salvini si limitava a dire no all’Europa e no all’Euro. Adesso vuole governare l’Italia e l’attenzione si è spostata sul programma, come chiedevamo noi. La proposta di una riforma fiscale sul modello Trump ne è l’esempio.

Fine del mistero dunque: Parisi e Energie per l’Italia corrono con il centrodestra?

Io sono sempre stato nel centrodestra. Abbiamo presentato il simbolo e il programma a Milano già il 3 dicembre. Saremo l’unica forza nuova, popolare e liberale, che andrà a cercare il consenso in chi non si riconosce più nei partiti tradizionali.

Però lei nella cosidetta “quarta gamba” non è entrato.

E non entreremo, non è quello il modo di arricchire l’offerta politica.

Ma la legge elettorale è fondata sulle coalizioni.

Sulla scheda, accanto agli altri partiti di centrodestra, ci sarà anche il simbolo, giallo, di Energie per l’Italia.

Eppure qualcuno è pronto a scommettere che, alla fine, lei e altre personalità del suo movimento confluiranno in uno dei maggiori partiti del centrodestra.

È una prospettiva che escludo totalmente. Il simbolo di Energie per l’Italia ci sarà.

Non vi a paura la soglia del 3%?

La nostra proposta, e il lavoro compiuto sul territorio, sono più grandi di quanto si possa immaginare…

Resta lo scoglio delle firme da raccogliere, circa 25mila, da ripartire tra le varie circoscrizioni.

Abbiamo già raccolto l’adesione di 25mila persone che hanno dato la loro disponibilità a sottoscrivere le nostre liste. Non so quante altre forze politiche, al momento, possano vantare lo stesso risultato.

Questo per la parte proporzionale. Per quella maggioritaria, invece, è necessario un accordo tra alleati.

Per questo occorre prima di definire le candidature nei singoli collegi, raggiungere un accordo di programma. La nostra dovrà essere una alleanza non solo di legislatura, ma di sistema: che Italia vogliamo consegnare tra dieci anni? Qual è la nostra visione? Ci sono ancora divergenze.

Cos’è che non la convince?

Leggo che il centrodestra vorrebbe candidare un magistrato alla presidenza del Molise. Invece io dico: basta toghe in politica. Vogliamo fare la riforma della giustizia? Allora dobbiamo essere coerenti. E in politica estera, penso soprattutto al ruolo di Israele, dobbiamo superare l’ambiguità mostrata dal governo italiano. Una volta raggiunto un accordo, nei collegi uninominali ci regoleremo di conseguenza.

Che intende dire?

La coalizione dovrà contare su candidati di altissima qualità per realizzare il nostro progetto di governo. E il centrodestra non potrà che valutare positivamente l’apporto che Energie per l’Italia sta dando sul territorio.

Nell’uninomiale ci saranno candidati del centrodestra provenienti da Energie per l’Italia?

Spero proprio di sì.

Oltre al suo quali altri nomi ha in mente?

Premesso che il problema non è la mia candidatura, ma il governo da dare all’Italia, abbiamo tante persone pronte a candidarsi che hanno collaborato al nostro programma, persone radicate nel territorio. Con noi sono già in campo l’ex segretario radicale Giovanni Negri, il generale dei Carabinieri Mario Mori e personalità del mondo cattolico e del mondo liberale di altissimo livello.

(Tratto da Libero, intervista di Tommaso Montesano)

Condividi

Scrivi un commento

2 Commenti su "Accordo anti-inciucio prima di parlare dei nomi"

Ordina per::   più recenti | più vecchi | più votati
Massimiliano De respinis
Iscritto

Vorrei tornare sull’argomento con una considerazione: quale accordo programmatico è possibile con Salvini? uno che in un colpo solo vuole eliminare la legge “Fornero” e fare una flat tax al 15% (mantenendo anche le varie detrazioni…). Uno che dice cose del genere avrebbe problemi anche a gestire un condominio. Naturalmente questa considerazione l’ho fatta a me stesso perché in questo blog non scrive nessuno. La vedo molto dura raggiungere il 3% e comunque se siete con Salvini non contate sul mio voto.

Massimiliano De respinis
Iscritto

Massima stima per Stefano Parisi, ma non capisco la parola inciucio. Se non ci sarà una maggioranza dopo il voto che si fa? si vota ad oltranza? ci si fa logorare dalle balle del M5S? un accordo con il PD di Renzi sarebbe invece auspicabile (personalmente preferirei avere come alleati Renzi e la Lorenzin piuttosto che Salvini e la Meloni….).

wpDiscuz

Password dimenticata

Registrati