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Cultura / In primo piano

La politica deve riscoprire l’ideologia del bene comune

La politica deve riscoprire l’ideologia del bene comune
In questi tempi il nostro paese sta vivendo il periodo politico sicuramente tra i più bui dalla Seconda Repubblica. Il tempo trascorre inesorabilmente e sembra quasi non ci si renda conto dello stato di degrado ideologico nel quale ci troviamo. Quelle ideologie tanto vituperate oggi e che erano il fondamento dei partiti e della politica dal dopoguerra fino alla loro frantumazione cui stiamo assistendo da inizio secolo.

Oggi queste ideologie sono state cancellate, non fanno parte della cultura politica e questa è diventata proprietà di leader politici che si impongono grazie aquesto generale impoverimento. Politici che liberi da ogni ideologia cambiano partito o movimento come fossero squadre sportive. Come è possibile che quello che era il Centrodestra a guida Forza Italia alleata di una Lega che contava su persone di valore quali Gianfranco Miglio (le ideologie) o Giancarlo Pagliarini (nella economia) si sia dissolto con la stessa quasi scomparsa e la Lega sia primo partito nazionale che ha però cancellato le sue origini ideologiche di federalismo e autonomia del Nord?

Per non parlare della sinistra che per cancellare “il comunismo” è passata a preoccuparsi delle denominazioni tra le più variopinte (Ulivo e Margherita) perdendo l’identità di un partito che aveva una visione chiara della persona e del suo benessere, con ilrisultato di aver reso fertile una valori di base che proprio in quel periodo la Chiesa formalizzava nella Dottrina Sociale riprendendo le encicliche dei diversi Papi.

In tutto questo, quale l’attenzione dei cittadini? Nessuna, se non per il proprio personale ed esclusivo interesse, fagocitati dalle vacue promesse politiche. Nel corso degli anni la leadership l’hanno acquisita politici che dietro al paravento dell’interesse generale sono andati a promettere meraviglie: il sacrificio di ognuno di noi per un benessere generale della comunità, rappresentata in testa dalla famiglia e via via tutti i corpi intermedi, è stato annientato. Bisogna ridare vigore alla politica, quella vera, fatta di sacrifici e gratuità, fatta da persone oneste e competenti.

Tutti facciamo politica ogni giorno, a partire dal nostro contesto famigliare, dal lavoro fino alla partecipazione alle più varie forme associative culturali sociali, sportive o lavorative. E riprendendo le ideologie di una volta sapendo trarre nelle loro diversità, il loro percorso per il “vero” bene comune. La parola chiave può essere “discernimento” (come indica Francesco Occhetto) : un’arte da esercitarsi con il sostegno dei luoghi di intersezioni dove mettere in atto il processo di riconoscimento, interpretazione e scelta in relazione ai problemi della contemporaneità”.

Ovvero, come indicava all’epoca Jacques Maritain, “il bene comune implica l’inevitabile divergenza delle visioni del mondo, scommettendo al contemrealtà `vuota” politicamente come il M5S. Il mondo cattolico si è disgregato all’interno dei due diversi poli confondendosi in essi e “dimenticando” i po sulla possibilità di intendersi concretamente sul da farsi”.

Giorgio Mosci è esponente di Energie per l’Italia

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