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Parisi: Accordo Pd-5Stelle? Si torni al voto nel Lazio

Parisi: Accordo Pd-5Stelle? Si torni al voto nel Lazio
«Se grillini e Pd vogliono governare assieme anche in Regione passino dalle urne, qui non è come in Parlamento, niente accordi sottobanco».

Perché, Stefano Parisi, la situazione alla Pisana sarebbe diversa da Camera e Senato?

«Siamo una Repubblica parlamentare – risponde il leader di Energie per l’Italia, secondo per un soffio alle regionali del 2018 – quindi è giusto che in Parlamento si formino maggioranze per governare. Ma alla Regione è diverso: la legge elettorale dà un premio di maggioranza, anche se Zingaretti non è riuscito a conquistare quella assoluta. Poi è prevista l’elezione diretta del governatore: Roberta Lombardi ha sfidato Zingaretti e ha perso. Perché ora dovrebbero allearsi?».

Magari perché, come diceva, il centrosinistra da solo non ha i numeri in Consiglio regionale. Infatti da pezzi del centrodestra è arrivata una sponda alla giunta dem…


«Vero, qualcuno fino a oggi si è prestato, spero inconsapevolmente, a fare da paravento all’accordo M5S-Pd, che nei fatti c’è già».

Davvero?

«È evidente. C’è una base ideologica comune, è la sinistra-sinistra, vecchio stampo, del Pd, che si compatta con i grillini. Mentre la sinistra riformista, che pure è presente, diventa marginale. Ma a questo punto serve un chiarimento politico. Per questo ho chiesto Consiglio regionale ad hoc, per domani (oggi, ndr)».

L’obiettivo?

«Mettere fine alle ipocrisie. Fino a quando il M5S è stato al governo con la Lega, il patto in Regione è rimasto sottotraccia, ora questo velo di imbarazzo non sembra esserci più. Ma noi da quando è nata la legislatura abbiamo puntato il dito su tutti i provvedimenti comuni: i vitalizi, il blocco della Roma-Latina, il piano rifiuti senza inceneritori ma con dentro tanta ideologia. Poi va detta un’altra cosa, Zingaretti in Regione non si vede più. Faccia il segretario del Pd a tempo pieno e si torni al voto nel Lazio».

E quando?

«Penso a un election day con le altre regioni al voto nei prossimi mesi. Se 5S e Pd vogliono governare insieme, si candidino in coalizione e vediamo chi vince».

Ecco appunto: il centrodestra che farebbe? Esisterebbe ancora o i sovranisti andrebbero da soli?

«Intanto va ammesso che il centrodestra ha responsabilità nette in questa situazione: se ci fosse stato un unico candidato alle regionali del 2018, Zingaretti non sarebbe stato governatore. Oggi mi sembra che la coalizione Lega-Fdi-Fi non esista più, Salvini fa il leader di se stesso. Ormai c’è una sinistra-sinistra e una destra-destra. In mezzo però può nascere un’area liberale e riformista, per chi si sente lontanissimo dai due poli».

Tratto da Il Messaggero

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