Responsive Ad Area

Condividi

In primo piano / news

“Il più grande errore di Salvini? Dividere il Centrodestra”

“Il più grande errore di Salvini? Dividere il Centrodestra”
Salvini? Un leader che ha diviso il centrodestra invece che unirlo. In questo modo ha aperto le porte ad un governo di ultrasinistra, “giustizialista e spendaccione”. Stefano Parisi, fondatore di Energie PER l’Italia, ex candidato alla Presidenza del Lazio, oggi guida dell’opposizione di centrodestra nella Regione, non ha dubbi sulle responsabilità della crisi d’agosto.

“Salvini aveva in mano l’Italia. Prima di aprire la crisi avrebbe dovuto consultare le altre forze del centrodestra, accordandosi con loro. Invece ha preferito fidarsi di Zingaretti e Renzi. Così ha aperto le porte ad un esecutivo spostato su posizioni di estrema sinistra, giustizialista e pronto a spendere denaro pubblico. E chissà per quanto tempo”.

Pensa che l’esecutivo sostenuto da M5S, Pd e Leu possa durare?

“Sicuramente, ma forse non fino a fine legislatura. Molto dipenderà da Renzi, se deciderà o meno di staccare la spina. Ma tra i 5 Stelle e i democratici non c’è la distanza di visione della società che c’era con la Lega. Sono due forze di sinistra, in cui il MoVimento rappresenta la vecchia sinistra populista, quella del No a tutto. C’è un’omogeneità culturale di base con il Partito Democratico”.

Non a caso il nuovo governo sta già smontando molti dei progetti lasciati in sospeso dal governo giallo verde, da Quota100 alla Flat Tax, che pure era la proposta di tutto il centrodestra. Era la bandiera sbagliata?

“Assolutamente no, anche se Salvini aveva gestito male anche questa. La Flat Tax deve avere una sola aliquota, serve a spingere a guadagnare di più, mette in moto l’ascensore sociale. Al suo posto, probabilmente, ci troveremo una patrimoniale. Poi il taglio del cuneo, che sarà un aumento di stipendio a costo dello Stato. Ma per affrontare la sinistra, il centrodestra adesso deve ripartire in un’altra direzione”

Quale?

“Bisogna ricostruire un’area popolare e liberale, autonoma da Salvini, che ha dimostrato quest’estate di non essere in grado di fare il leader. Un’area che oggi è ridotta ai minimi termini e che non può affidare il proprio futuro a Toti, il cui progetto è una scissione mirata ad andare con la Lega. Dobbiamo invece recuperare i voti del centrodestra moderato che scappano dalle divise di Salvini e dei No Euro”

Il peggiore errore di Salvini?

“Non essere stato inclusivo. Berlusconi lo era, e riusciva a mettere insieme le diverse anime del centrodestra. Salvini ha pensato solo alla propria crescita elettorale, ha voluto fare da solo e ha sbagliato tutto. Non mi riferisco soltanto all’episodio che ha aperto la crisi di agosto, fatta senza consultare gli alleati di centrodestra durante un comizio a Sabaudia, e che, ad un certo punto, lo ha portato addirittura a offrire la premiership a Luigi Di Maio. Salvini ha fatto diversi errori. Un altro, ad esempio, è stato il voto al parlamento europeo: il leghista avrebbe dovuto, alla fine, sostenere il candidato della destra Von Der Leyen, proprio come hanno fatto i suoi alleati populisti europei. Invece ha scelto ancora una volta l’isolamento, dimostrando di non aver imparato la lezione del Lazio”.

Cioè?

“L’alleanza tra MoVimento 5 Stelle e Partito Democratico è nata qui, nel Lazio, dove è attiva da almeno 18 mesi, anche se in modo mascherato. Se non ci fossimo divisi, in occasione delle elezioni, e anche lo scorso dicembre quando ho proposto di sfiduciare Zingaretti, adesso Zingaretti non sarebbe alla segreteria del Pd. E con ogni probabilità non avremmo questo governo”.

Tratto da Il Tempo, intervista di Valerio Maccari

Condividi

Password dimenticata

Registrati