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“Eliminare l’Anac e l’abuso d’ufficio. Il codice degli appalti va semplificato”

“Eliminare l’Anac e l’abuso d’ufficio. Il codice degli appalti va semplificato”
Semplificare e semplificare. E poi ancora eliminare Anac,l’authority anticorruzione di Cantone, e abolire il reato d’abuso d’ufficio. «Prima di tutto va però cambiato il codice degli appalti». Il punto di vista sull’inchiesta di Stefano Parisi, ex candidato sindaco del centrodestra e ora leader dell’opposizione a Palazzo Marino, è sicuramente  originale.
Non c’è preoccupazione e amarezza anche da parte vostra?
«I fatti, se fossero accertati, sarebbero certamente molto gravi. Ma in questo momento il problema più importante del Paese è che si sta distruggendo lo Stato di diritto. Un indagato è innocente fino a sentenza passata in giudicato. È fondamentale quindi essere cauti su qualsiasi valutazione perché abbiamo visto in questi 27 anni quante persone siano state indagate, e poi assolte. E poi è sicuramente vero che c’è un sistema politico debolissimo e per questo ricattabile».
In questo caso però sono soprattutto Forza Italia e il centrodestra a uscire male dall’inchiesta milanese.
«Allargando lo sguardo fuori dalla Lombardia, gli amministratori del Pd non sono forse finiti sul banco degli imputati? E quelli dei Cinque Stelle? La verità è che, al di là delle urla scomposte, è tutto il sistema politico a esser permeabile e sotto ricatto».
Come giudica il comportamento del governatore Fontana?
«Ha messo una persona di sua fiducia in un organismo di controllo. Giusto, giustissimo. E d’altra parte anche il sindaco Sala ha messo una suo ex socio all’assessorato al Bilancio. E anche lui ha fatto benissimo. È proprio  il reato d’abuso d’ufficio che va eliminato. Un amministratore pubblico che opera con discrezionalità, come è giusto che sia, rischia sempre di cadere in questa fattispecie di reato».
Che giudizio dà di Pietro Tatarella che sedeva sui banchi dell’opposizione con lei? 
«Un giovane brillante, con una forte autonomia di azione. Se fosse vero quello che si legge dall’inchiesta, la sua posizione sarebbe molto grave».
E le responsabilità del Comune?
«Nel 1997 ero city manager con Albertini e arrestavano dirigenti del comune quasi ogni settimana. Riorganizzammo tutti gli uffici di Palazzo Marino e introducemmo una serie di procedure di controllo: non successe più nulla. Il problema è che da allora non si è fatto più niente. Per quale ragione per una pratica urbanistica ci vuole così tanto tempo? Perché non è stato fatto nulla sul fronte della digitalizzazione e sulla trasparenza? Bisogna prosciugare l’acqua nella quale possono nuotare i fenomeni corruttivi. E in questo contesto va abolita l’Anac e fatto un codice per gli appalti  semplice».
Cosa dovrebbe fare ora il centrodestra milanese e lombardo?
«Da due anni dico che l’area liberale e popolare ha bisogno di una grande rigenerazione. Mi auguro che questo succeda quanto prima. E d’altra parte i due grandi sconfitti del 4 marzo sono stati Pd e Forza Italia. Il Pd ha delle regole democratiche e ha rinnovato un gruppo dirigente, in Forza Italia è tutto fermo. I partiti sono le infrastrutture della democrazia. Se non sono in grado di selezionare una classe dirigente di qualità , è evidente che si finisce con questi fenomeni di degrado pubblico. È più che mai necessario un grande processo democratico di rigenerazione della politica».
(Tratto da Corriere della Sera)

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