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Cultura / Idee

Présidentielle 2017: un chiaro messaggio anche per l'Italia

Présidentielle 2017: un chiaro messaggio anche per l'Italia
I partiti tradizionali sono definitivamente tramontati. Questa è l’evidenza più chiara che giunge dal secondo turno delle presidenziali Francesi. I partiti pesanti del Novecento, e il conseguente panorama politico che hanno designato per alcuni decenni, si sono definitivamente esauriti. La contrapposizione tra partiti di destra e partiti di sinistra, in altre parole, si è ormai conclusa, perché le fratture da cui si erano originati e a cui avevano dato rappresentanza politica (i cleavages descritti da Rokkan e Lipset) si sono riassorbite a causa dell’omologazione provocata dalla globalizzazione. Si pensi alla frattura città/campagna o alla frattura tra Stato /Chiesa: la globalizzazione e il progresso hanno sanato le divisioni a cui avevano dato voce i partiti tradizionali. Anche la frattura capitale/lavoro si è sostanzialmente riassorbita, perché con la caduta del Muro di Berlino tutti i sistemi anticapitalistici di grandi dimensioni sono collassati e di conseguenza tutti i partiti comunisti che avevano sostenuto un’esperienza fallimentare. Il capitalismo globale, crollata l’Urss, insomma, ha definitivamente trionfato. Tuttavia si è aperta una nuova e importante frattura riguardante la globalizzazione. Non a caso, le maggiori differenze tra i partiti europei odierni riguardano il rapporto con la globalizzazione e l’Europa. I partiti cosiddetti populisti – termine ultrainflazionato che ha ormai perso il suo significato –, non sono altro che partiti che si oppongono alla globalizzazione e alle sue conseguenze, incluso il processo di integrazione europea da leggersi come risposta ad un mercato sempre più ampio e competitivo. E l’esito del secondo turno delle elezioni francesi – tra le svariate letture possibili – può essere interpretato come una sorta di referendum tra un partito favorevole alla globalizzazione (En Marche!) e un partito che vi si opponeva (il Front National), dunque tra un partito europeista e un partito antieuropeista. Il tutto dopo che i partiti tradizionali, socialisti in primis, erano stati eliminati al primo turno. Destra e sinistra, insomma, hanno perso la loro ragion d’essere sia per l’ormai definitivo tramonto delle ideologie che le alimentavano, sia perché le principali fratture che le definivano si sono riassorbite o ridefinite. La sfida politica del futuro è creare una piattaforma politica leggera in grado di dare rappresentanza ai cittadini che, pur scontenti di un’Europa costellata di burosauri, si riconoscono nel libero mercato e nei benefici derivanti dalla globalizzazione. Una sfida non da poco, che non può essere affrontata con i mezzi del passato.

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1 commento

  1. Tutto condivisibile ma …
    ma la destra e la sinistra sopravvivono, noi nolenti, anche nel nostro tempo, nella divisione quasi radicale tra mondo che ruota attorno all’impresa privata e mondo che ruota attorno alla spesa pubblica che, in Italia, pesa circa il 50% del PIL, ma anche altrove non scherza. Il dirsi NON di destra è NON di sinistra è una tentazione, che si risolve nel : NON SEI NESSUNO, perchè NON hai una tua identità. Ed Energie per l’Italia non pare averne una. Si richiama ad una visione liberare e popolare, dove popolare sottende mondo cattolico, un altro mondo tutt’altro che estinto, e liberale non sottende più nulla, purtroppo, da quando anche gli statalisti e gli anarchici si dicono liberali.
    Per CAMBIARE UN PAESE serve una buona dose di CORAGGIO, e servono MESSAGGI ESTREMAMENTE CHIARI.
    E quando si invitano i cittadini a giocare una partita, a spendere le loro ENERGIE, occorre conoscere le REGOLE DEL GIOCO.
    Ma quali sono in questo Movimento ? Perchè leggerle non è dato ….

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