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Semplificazione e Digitalizzazione

PA Digitale: idee per il fisco

Oltre a facilitare e connettere la vita degli italiani, l’innovazione digitale dev’essere votata anche al supporto di tutti i settori. L’idea che vado brevemente a descrivere ha l’obiettivo di supportare nello specifico Fisco e Commercianti. La proposta va nella direzione dello “Scontrino Digitale” che l’ultimo governo ha provato a mettere in campo dal 2017, ritengo che la strada sia quella giusta, ma il tentativo maldestro di digitalizzare questa parte del rapporto stato-cittadino è finito in un nulla di fatto o poco più. La sfida tecnologica è creare una rete che consenta all’Agenzia delle Entrate di essere costantemente connessa a tutti i registratori di cassa presenti sul territorio. La digitalizzazione deve diventare parte integrante della nostra cultura, per farlo è fondamentale inserire nella normale vita di tutti i giorni elementi di digitalizzazione e innovazione, per velocizzare il processo con cui ogni cittadino si sentirà a proprio agio con le nuove tecnologie.
Alcuni punti fondamentali per lo sviluppo del progetto:
  • Il commerciante dovrà essere dotato di nuova strumentazione che in real-time o con cadenza precisa, comunica costantemente all’Agenzia delle Entrate i dati di fatturazione.
  • Tecnicamente la comunicazione Agenzia-Commerciante può avvenire su rete fisica, quindi collegamento ADSL, FTTS o FTTH, oppure su rete mobile, che potrebbe essere meno soggetta a guasti di lunga durata. Sarà necessario prevedere una serie di servizi di backup, anche a livello commerciante, in modo che la nuova apparecchiatura sia in grado, in caso di mancanza di comunicazione verso l’Agenzia, di mantenere in memoria una buona quantità di dati e scaricarli in rete appena possibile.
  • I data center potrebbero essere presenti a livello regionale, in modo da poter gestire la mole di informazioni senza molti problemi. In questo caso si dovrà comunque predisporre un data center nazionale che accolga per lo meno i backup di quelli regionali.
    Nel data center avviene l’elaborazione e la storicizzazione delle informazioni che:
  • Sono già in formato digitale e non richiedono quindi alcuna digitalizzazione aggiuntiva.
  • Possono essere storicizzate e messe in sicurezza.
  • Possono essere interrogate aprendo una vasta possibilità di interventi di automatizzazione e digitalizzazione:
    • detrazioni fiscali automatiche grazie al collegamento acquisto-codice fiscale;
    • dichiarazioni fiscali automatiche;
    • dati reali su cui lo stato può basare l’analisi dell’effettivo benessere della nazione;
    • possibilità per il commerciante di avere un puntuale controllo sulle proprie vendite e dichiarazioni, senza la necessità di dotarsi di altre piattaforme digitali private che aumenterebbero la spesa.
Un progetto di questo tipo porterebbe inoltre alla luce circa 7 miliardi di euro di economia sommersa. Ritengo che la detassazione dovrebbe essere il fattore principale per spingere il commerciante a questa innovazione, convincendolo ad aprirsi ad un nuovo modo di collaborare con lo stato e di contribuire ad esso. Create le basi, si potrà partire con un progetto pilota che coinvolga un numero ristretto ma comunque importante di commercianti (5.000). Individuati e migliorati i punti critici, si potrà passare all’obbligo di legge, fondamentale se si vuole coprire tutto il territorio nazionale non creando disparità. L’idea va ovviamente approfondita e si lega alla scelta di adottare infrastrutture di terzi o creare un vero e proprio data center statale che consenta la gestione di una mole di dati consistenti.

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1 commento

  1. Carissimi natutalmente la tecnologia è fondamentale sia per una concreta lotta all’evasione che come aiuto alla semplificazione degli ormai innumerevoli adempimenti fiscali. A mio avviso ad oggi al fisco non mancano i dati digitali che vanno dall’elenco clienti/fornitori all’anagrafe tributario fino agli infiniti riscontri che già ad oggi l’ AGE può utilizzare. Personalmente proporrei un fisco in cui il controllo documentale ( ricavi/costi deducibili ecc..) per il settore accennato e cioe’ i commercianti venga affiancato da un effettivo controllo SUL TERRITORIO. Cioè si parte da dei dati contabili ma soltanto una successiva verifica fisica del luogo ove si svolge l’attività ( ubicazione/grandezza locale/numero dipendenti) potrà darci una effettiva capacità contributiva del soggetto passivo di imposta con cui si potrà instaurare un collaboratovo rapporto tra ente impositore e cittadino senza l’utilizzo di quelle VESSAZIONI induttive ovvero interpretati normative utilizzate per tirare fuori un pochino di materia imponibile. In conclusione un MAGGIOR CONTROLLO DEL TERRITORIO.
    Massimiliano Napoletano

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