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Cultura / Idee

Sulla ricerca scientifica

Premessa

  • La conoscenza è un bene in sé e prima o poi i risultati dell’attività di ricerca troveranno uno sbocco nel migliorare la qualità della vita. La tecnologia procura benessere alla popolazione ed è quindi necessario innovare e sostenere la produzione di beni in cambio di profitti.
  • L’elemento più importante è il tempo: il lungo periodo per i ricercatori, il breve o medio periodo per le imprese. Lo Stato si dovrebbe far carico dei tempi lunghi, i privati di quelli brevi. Quello che accade nei paesi anglosassoni, dove la scienza fa parte della cultura -è essa stessa cultura- è che la ricerca viene considerata un bene comune e condiviso e i ricercatori sono dei benemeriti. Inoltre c’è un interscambio fruttuoso tra accademia e impresa e i ricercatori migliori fanno da consulenti di grandi imprese con un reciproco giovamento. Molti premi Nobel sono il risultato di una fertile collaborazione tra industria e università. In Italia Marconi dovette andarsene per fare la radio. Per fortuna Giulio Natta prese il Nobel per la chimica nel 1963 grazie a una felice collaborazione tra Politecnico di Milano e la Montecatini. Esperienza mai ripetuta.
  • Occorre, soprattutto in Italia, ripristinare il rapporto tra attività di ricerca e pubblica opinione, e questo può avvenire grazie a una corretta informazione. Oggi assistiamo nell’informazione scientifica a una fase che potrei definire di “ polizia culturale” che è una conseguenza del politicamente corretto. Non è consentito a chi non si allinea di avanzare dubbi ancorché scientificamente supportati su temi di attualità come ad esempio i cambiamenti climatici, gli OGM, i prodotti biologici. Sui media c’è spesso confusione tra pseudoscienza e scienza.
  • Lo Stato deve investire più ma soprattutto meglio nella ricerca fondamentale; le imprese, sia pubbliche che private, devono investire di più in ricerca, innovazione e sviluppo. Qui si innesta il problema delle piccole imprese che non hanno risorse sufficienti per promuovere in proprio R&S , ma potrebbero costituire dei consorzi ad hoc. La mancanza di interscambio tra università e ricerca è uno dei motivi che porta i nostri migliori cervelli a emigrare. Noi investiamo nella formazione dei giovani che spesso sono costretti ad andare all’estero per poter avere una vita dignitosa.

Punti da approfondire

  1. Scarse risorse pubbliche. Ancor peggio distribuzione a pioggia, poco a tutti- per garantirsi la popolarità. Nessun conto dei risultati e della meritocrazia.
  2. Scarsa e spesso assente la competenza dei politici sui temi della scienza
  3. Possibile abolizione del valore legale del titolo di studio e dei concorsi nazionali.
  4. Dotare gli atenei della sufficiente autonomia per provvedere a chiamata diretta dei docenti in funzione delle necessità dell’ateneo con contratto a scadenza scelti in modo trasparente.
  5. Necessità di dotarsi di un organo di Valutazione su temi scientifico- tecnologico indipendente dal potere politico e economico con compiti e poteri più stringenti
  6. Eliminare gli inutili passaggi burocratici
  7. Pagare meglio i ricercatori
  8. La scienza e i suoi condizionamenti.
  9. La scienza è veramente libera? Quali sono e come vengono considerati i legami con il potere politico; l’informazione e i media; l’economia e la finanza.

(Articolo di Ludovica Carlesi Manusardi)

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Attualmente: Coordinatore del gruppo di lavoro_Cultura di Energie PER l'Italia. Curatore di ottanta mostre (aggiornamento dicembre 2016) in gallerie private e autore delle relative pubblicazioni, fra cui una monografia Skira. Articolista de Il Giornale OFF, inserto culturale de Il Giornale (web e cartaceo). Pregresso: Collaboratore di Exibart, Artribune, Espoarte, ArtsLife. Editore di una rivista d’arte, già cartacea e ora online (kritikaonline.com), attualmente conservata al Centre Pompidou e presentata a diverse fiere internazionali d'arte contemporanea. Archivista presso Fondazione Biblioteca di via Senato. Articolista del settimanale Il Domenicale(2005/2006). Promotore editoriale presso Mursia e svariate agenzie di comunicazione -Armando Testa, Saatchi and Saatchi, Loewe Pirella, Leo Burnett et cetera (2007). Assistente personale del gallerista Massimo Carasi (The Flat Massimo Carasi, Milano) e dell'artista Anna Valeria Borsari (Fondazione Ar.Ri.Vi - Archivio Ricerche Visive, Milano). Publiredazionali in agenzia di pubblicità specializzata nel settore librario e bibliotecario (Argentovivo srl, Milano). Archivista presso Biblioteca d'Arte del Castello Sforzesco di Milano (2004) e Ciessevi, Centro Servizi per il Volontariato della provincia di Milano (2003). Laureato in Filosofia, vivo e lavoro a Milano.

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